Il fondo librario di Cesare Dall’Oglio, militante cattolico e protagonista della vita politica e sociale italiana, è stato inaugurato ieri a Cori.
La raccolta, composta da 2.800 volumi, è ora a disposizione della comunità, arricchendo il patrimonio culturale cittadino. La decisione di condividere libri, carte private, riviste e pubblicazioni è arrivata dalla famiglia Dall’Oglio, particolarmente legata a Cori per la presenza di padre Paolo Dall’Oglio, gesuita, figlio di Cesare e fondatore della comunità di Deir Mar Musa.

«Un prezioso patrimonio culturale e umano – lo ha definito l’assessore al Bilancio e all’Agricoltura, Simonetta Imperia, intervenuta per il Comune di Cori – cui si può ora accedere e che ci restituisce una figura importante nella politica, nella Coldiretti, rilevante soprattutto nel mondo dell’agricoltura e che è stata parte di un rinnovamento fondamentale all’interno di una logica di grande spiritualità».
La cerimonia è proseguita, nella chiesa del SS. Salvatore, con la presentazione del libro “Cesare Dall’Oglio. Profezia e realismo storico. Scritti di apostolato civile ed ecclesiale”, curato da Cecilia Dall’Oglio e dallo storico Tiziano Torresi.

Dopo il saluto di suor Deema Fayyad, il sindaco Mauro De Lillis ha ricordato «lo spessore, la profondità e la spiritualità cristiana di Cesare Dall’Oglio, il suo impegno nel tutelare i piccoli coltivatori diretti, e il contributo alla Riforma Agraria del 1950». Il sindaco ha sottolineato inoltre la volontà comune di conservare la memoria di Cesare nella città.
Il giornalista Marco Damilano, moderatore dell’incontro, ha rimarcato che nella biografia di Dall’Oglio «ci sono la testimonianza e l’eredità di una generazione che ha costruito la democrazia di questo Paese».

Padre Francesco Occhetta ha ricordato come l’esperienza di Cesare Dall’Oglio durante la Resistenza, «condannato a morte dai tedeschi» ma sopravvissuto, «lo segnò così tanto da vivere da risorto al di là della paura della morte, donando la vita agli altri attraverso l’impegno politico e sindacale».
Tiziano Torresi ha posto l’accento sul valore del riscatto dei piccoli proprietari e coltivatori diretti, mentre Michele Petochi e padre Jihad Youssef (Comunità di Deir Mar Musa) hanno chiuso l’appuntamento. Tra i presenti anche la signora Castelli, nipote di Alcide De Gasperi, don Enrico Scaccia, Daniele Pili (presidente Coldiretti Latina).


