Per capire lo stallo attuale di ABC Latina è necessario guardare i numeri, gli unici in grado di distinguere i fatti dalle narrazioni politiche. Se da un lato i lavoratori denunciano un “boicottaggio” e i cittadini pagano una TARI record, i documenti contabili raccontano una storia di crescita che sembra essersi interrotta bruscamente, lasciando spazio a un preoccupante vuoto documentale e a un conflitto tra uffici.
2022 Gli ultimi dati ufficiali
I dati del Bilancio di Sostenibilità 2022 mostrano un’azienda che appariva in salute e in piena fase di espansione. Quella resta, ad oggi, l’ultima analisi completa e certificata messa a disposizione dei cittadini:
- Utile e Valore: ABC chiudeva l’anno con un utile netto di 35.741 euro e un valore della produzione di oltre 18,4 milioni di euro.
- La Spinta del Porta a Porta: A fine 2022, il servizio domiciliare copriva già i 3/4 del territorio comunale (45.000 utenze su 60.000), portando la differenziata a una punta del 53% a dicembre.
- Investimento Sociale: Con 231 dipendenti, l’azienda distribuiva l’84% del valore aggiunto prodotto direttamente ai lavoratori.
Il “buio” documentale e la difesa del CdA
Un elemento critico emerso è la mancanza di bilanci di sostenibilità pubblicati per gli anni 2023, 2024 e 2025. Un vuoto che il Consiglio di Amministrazione ha recentemente provato a colmare con una nota ufficiale, respingendo le accuse di irregolarità:
- Nessun Errore Contabile: Il CdA afferma che la prima stesura del bilancio 2024 era corretta. La necessità di riformularlo è nata solo dopo la decisione del Comune di ridurre il corrispettivo ad ABC (formalizzata a fine 2025).
- Gestione Provvisoria: L’azienda conferma di operare “a vista” per l’assenza di atti di indirizzo comunali, condizione che limita drasticamente la capacità di programmare investimenti e nuovi servizi.
Il paradosso dei costi: perché la TARI non scende?
Il dato più dirompente emerso dalla difesa del CdA riguarda il portafoglio dei cittadini: il corrispettivo che il Comune versa ad ABC per la raccolta rappresenta solo il 50% circa dei costi totali della TARI. L’altra metà della bolletta — la più alta del Lazio con 438 euro medi — è quindi legata ad altre componenti del sistema gestionale e tariffario comunale.
Il risultato è un’equazione che non torna: nel 2022 la differenziata media era al 43,44% con l’obiettivo di superare il 65% per abbattere i costi di smaltimento. Senza dati ufficiali recenti e con le assunzioni “ferme al palo” (nonostante le graduatorie siano pronte e i candidati abbiano già svolto le visite mediche) il sistema resta bloccato in un limbo costoso.
Analisi comparativa: l’evoluzione degli indicatori di ABC Latina dal 2022 ad oggi
L’esame dei dati mette a nudo la distanza tra l’ultima gestione certificata e l’attuale fase di incertezza. Partendo dal risultato economico, il Bilancio 2022 si era chiuso con un utile netto di 35.741 euro; per il biennio 2025/26 le stime fornite dal Consiglio di Amministrazione restano improntate al positivo, ma pesano le nubi della riformulazione del bilancio imposta dal Comune.

Sul fronte delle performance ambientali, la percentuale di raccolta differenziata media si era attestata nel 2022 al 43,44%; tuttavia, dopo quell’anno, non sono più disponibili dati ufficiali che permettano di verificare se il servizio sia effettivamente progredito. Questo stallo operativo è strettamente legato al fattore umano: a fronte dei 231 dipendenti registrati nel 2022, oggi l’azienda denuncia un cronico sotto-organico dovuto al blocco delle nuove assunzioni.
L’impatto sulle tasche dei cittadini evidenzia un paradosso tariffario. Nonostante la spesa media TARI per famiglia sia leggermente scesa dai 460 euro del 2023 ai 438 euro previsti per il 2025, Latina mantiene saldamente il primato di città più cara del Lazio.
Infine, emerge un dato fondamentale sulla struttura dei costi: se nel 2022 si dava per assunto che il costo del servizio fosse interamente coperto dalla tassa rifiuti, l’ultima analisi rivela che ABC riceve solo il 50% circa della quota TARI versata dai latinensi, lasciando aperta la questione su come venga impiegata la restante metà dei fondi.
Mentre il CdA rivendica una gestione sana e costi del personale inferiori al previsto (grazie allo slittamento dei rinnovi contrattuali al 2026), l’assenza di atti fondamentali da parte del comune congela l’acquisto di nuovi mezzi e l’impiego dei vincitori di concorso. ABC resta una macchina potente ma priva di carburante burocratico.


