Prosegue la mobilitazione di ASPAL e COAPI contro il piano Mercosur, l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Sud America che, secondo le associazioni di agricoltori e allevatori, rappresenta una minaccia concreta per la sovranità alimentare e per il futuro dell’agricoltura contadina.
A ribadirlo è Stefano Giammatteo, presidente di ASPAL, intervenendo dopo la manifestazione che si è svolta a Milano lo scorso venerdì 9 gennaio 2026, promossa dagli agricoltori e allevatori del COAPI.

“Favorisce solo l’agroindustria, non le nostre eccellenze”
“La manifestazione ha fatto capire ancor di più a chi non avesse le idee chiare – sottolinea Giammatteo – che questo accordo favorirà esclusivamente l’agroindustria, ma di certo non l’agricoltura contadina e le nostre eccellenze, che tutto il mondo ci invidia. E neanche milioni di consumatori italiani ed europei”.
Secondo ASPAL, il Mercosur rischia di aprire le porte a enormi quantità di prodotti agricoli provenienti dal Sud America, realizzati con regole di produzione completamente diverse da quelle europee.

“Altro che reciprocità: è una favola”
Molti Paesi europei, tra cui la Francia, hanno votato contro l’accordo. L’Italia, invece, ha espresso parere favorevole, seppur con divisioni all’interno della maggioranza e anche tra le forze di opposizione.
“Questo voto – afferma Giammatteo – rappresenta una condanna per la nostra sicurezza alimentare e per la nostra vera sovranità alimentare. È inutile continuare a parlare di reciprocità: con questi accordi internazionali, la reciprocità reale non esisterà mai”.
Consumatori a rischio
Secondo ASPAL, neanche l’applicazione delle cosiddette clausole di salvaguardia potrà garantire un livello adeguato di sicurezza.
“Continueremo a vivere in un clima di incertezza e di pericolo per milioni di consumatori”, spiega il presidente.
E aggiunge: “Neanche l’aumento dei fondi PAC potrà salvare la piccola impresa agricola contadina quando dovremo fare i conti con un effetto dumping devastante, dovuto alle tonnellate di prodotti provenienti dai Paesi dell’America Latina”.
L’appello alle istituzioni locali
ASPAL Lazio lancia un appello diretto anche alle istituzioni locali, in particolare ad ANCI e ai Comuni: “Invitiamo le istituzioni del territorio a prendere una posizione chiara contro questo ennesimo scempio che colpirà milioni di agricoltori e consumatori, non solo nel Lazio ma in tutta Italia”.
Mobilitazione permanente
L’associazione annuncia che la protesta non si fermerà e che a breve verrà convocata una conferenza stampa per approfondire ulteriormente gli effetti dell’accordo.
“Questa problematica – conclude Giammatteo – danneggerà soprattutto voi consumatori, i vostri figli e i vostri nipoti. È una battaglia che riguarda tutti”.


