Si accende lo scontro politico intorno ad Acqualatina S.p.A. dopo la convocazione dell’assemblea straordinaria dei soci da parte della presidente del CdA Cinzia Marzoli. All’ordine del giorno, un aumento di capitale da 30 milioni di euro, cifra che i Comuni soci dovrebbero reperire dai propri bilanci.
Un’operazione giudicata “anomala e senza adeguata documentazione” dal segretario provinciale del Partito Democratico, Omar Sarubbo, che denuncia:
“Ai Comuni si chiede di attingere dalle casse comunali, cioè dalle tasche dei cittadini, senza spiegare come sia stata calcolata la cifra. È l’ennesima prova di una gestione unilaterale e dannosa da parte di Fratelli d’Italia e Lega”.
Sarubbo ricorda i tentativi falliti della maggioranza di centrodestra di modificare lo statuto della società e di aumentare le bollette “in modo esorbitante”, respinti grazie all’opposizione di diversi sindaci.
I numeri in campo
Il segretario dem elenca i fondi già ottenuti negli anni grazie a progettazioni e stanziamenti pubblici, tra cui:
- 60 milioni di PNRR per interventi sulle reti idriche;
- 40 milioni per i dissalatori delle isole pontine e 6 milioni per il depuratore di Aprilia;
- 19 milioni di fondi governativi per l’emergenza idrica del 2017;
- Fondi Sviluppo e Coesione per la riparazione delle perdite;
- la proposta (poi bocciata) di un Fondo straordinario da 15 milioni per la rete idrica dell’ATO 4.
“Non si può continuare – afferma Sarubbo – a scaricare i costi sui cittadini attraverso bollette esorbitanti, mentre i Comuni vengono chiamati a tappare i buchi di gestione. Servono iniezioni di finanza pubblica nazionale e regionale, non il dissanguamento di famiglie e imprese”.
Attacco a Italgas e alla sindaca di Latina
Nel mirino anche il socio privato Italgas, accusato di “mancanza di visione strategica” e di allineamento alle scelte della maggioranza di governo.
Quanto all’appello della sindaca di Latina Matilde Celentano, che ha invocato la salvaguardia di Acqualatina come realtà territoriale, Sarubbo replica:
“Non va salvato l’assetto societario, ma il servizio pubblico e i bilanci delle famiglie. I Comuni non devono coprire le falle di un’azienda in difficoltà”.
Il segretario dem chiude con un auspicio rivolto anche ai sindaci di centrodestra: “Siano rappresentanti del territorio, non solo del partito. Serve coraggio per dire no a questa richiesta”.
Ma anche per questo caso, come è successo per la SAF di Frosinone e i debiti dei 91 comuni della Ciociaria, i sindaci ed Acqualatina, potrebbero richiedere l’intervento alla Regione per ripianare i debiti, magari con un altro accordo per un finanziamento a “fondo perduto” come è successo per far quadrare i bilanci dei Comuni presenti nella SAF.
Cos’è l’aumento di capitale di Acqualatina
L’assemblea dei soci di Acqualatina discuterà un aumento di capitale da 30 milioni di euro. L’operazione comporterebbe per i Comuni soci l’obbligo di versare, in proporzione alle quote possedute, nuove risorse prelevate dai bilanci comunali.
Secondo il PD, senza un’adeguata motivazione e senza un piano di investimenti chiaro, l’operazione rischia di trasformarsi in un “nuovo peso” per cittadini e amministrazioni locali.





