Cosa ci cela dentro il bilancio 2024 di Acqualatina? A leggerlo bene esce fuori un dato incredibile. Ovvero nel 2024 la società misto pubblica che fa pagare l’acqua più cara d’Italia ai cittadini, ha accantonato nel fondo riserva del bilancio la considerevole cifra di 94 milioni di euro.
94 milioni di euro che teoricamente sarebbero gli utili che i soggetti privati non distribuiscono in termini di dividendi e che mettono nel fondo riserva che dovrebbe servire per far fronte agli investimenti o agli aumenti di capitale.

94 milioni che adesso, in forza della richiesta dell’aumento di capitale, potrebbero essere utilizzati proprio per questo scopo e per far fronte agli investimenti che Acqualatina ha presentato ai comuni.
Adesso, se ce ne siamo accorti noi e alcuni cittadini che hanno rimbalzato questa notizia sui social, possibile che non se ne sia accorto nessuno degli amministratori dei comuni che detengono il 51% del capitale sociale?
Cosa ci cela dietro questa svista? Perché avere messo a riserva la considerevole cifra di 94 milioni di euro diventa un mistero, soprattutto se i Comuni non chiedono conto di questa situazione.
Proprio adesso che la società ha chiesto ai Comuni un ulteriore sforzo finanziario per un aumento di capitale che dovrebbe consentire ad Acqualatina, di evitare il default finanziario.
La società mista che, in barba al referendum del 2011 sulla pubblicità dell’acqua, gestisce le risorse idriche e chiude da sempre i bilanci in attivo. Quello relativo al 2024 si è chiuso con un utile “post imposte” di oltre 11 milioni di euro.
E in questi anni i soci privati si sono spartiti utili per 46 milioni di euro negli ultimi sei anni. Come si può leggere dal bilancio parte dell’utile viene in gran parte accantonato nel fondo “riserva” (utilizzabile per fare fronte a svariate esigenze o per aumenti di capitale). Ad oggi, il fondo “riserve” conta un saldo attivo di oltre 94 milioni di euro, come evidenziato dal prospetto allegato.
Perché allora Acqualatina chiede ai cittadini, tramite i Comuni, un aumento di capitale di 30 milioni di euro? Perché non può attingere al fondo “riserve”? Cosa aspettano i sindaci a far valere queste ragioni?
Non è comprensibile richiedere un aumento di capitale, quando quei soldi li hai già accantonati. A meno che i comuni, o per meglio dire alcuni sindaci dei comuni più grandi a guida centro destra non si pongano il problema, per una mera questione politica, avallando tale richiesta che si scaricherà inevitabilmente nelle tasche dei cittadini.
L’aumento di capitale si può quindi fermare e utilizzare i 94 milioni di euro del fondo riserva, sempre che i Sindaci abbiano la voglia e la forza di alzare la voce.
Ma soprattutto va chiesto conto del perché dopo 23 anni di gestione la rete è un colabrodo e la dispersione idrica è pari al 70% di acqua che si perde nelle tubature e non arriva nelle case dei cittadini. La parte privata di Acqualatina, dovrebbe dare spiegazioni plausibili, visto che questi dati sono stati forniti proprio da Acqualatina.
Resta il nodo dei crediti definiti inesigibili, ovvero soldi che Acqualatina doveva incassare dalle bollette e che non ha incassato e che non potranno essere incassate. Anche qui, al netto delle situazioni oggettive di difficoltà di alcune fasce di cittadini, come è possibile che Acqualatina non sia stata in grado fare il recupero delle somme?
Insomma elementi diversi da contestare al board di Acqualatina, ce ne sarebbero. Ci sarà la volontà politica di farlo?





