La richiesta di Acqualatina S.p.A. ai Comuni soci di un aumento di capitale da 30 milioni di euro accende lo scontro politico a Latina. Nazzareno Ranaldi, consigliere comunale d’opposizione di Per Latina 2032, critica la richiesta, definendola “ennesimo tentativo di far pagare ai cittadini e ai Comuni le conseguenze di una gestione opaca e inefficiente del servizio idrico”.
Ranaldi evidenzia che la situazione finanziaria della società mostrerebbe numeri ben diversi da quelli lamentati nel dossier per l’aumento di capitale: “Oltre 40 milioni di euro di utili accantonati e non distribuiti; 92 milioni di crediti in bilancio; 160 milioni di euro di crediti non riscossi.”
Sottolinea inoltre la presenza di un mutuo importante acceso con la ex Depfa Bank (oggi BPM), che obbligherebbe la società a tenere 15 milioni di euro fermi in cassa, aggravando le difficoltà di liquidità.
Secondo il consigliere, tale manovra rischia di pesare su famiglie e Comuni già duramente colpiti dall’aumento delle tariffe, che dal 2004 al 2009 sarebbero cresciute oltre il 110%. “La proposta di coprire l’aumento di capitale con i canoni di concessione è una presa in giro – afferma Ranaldi – non è possibile ‘girare’ i canoni come se fossero denaro liquido.”
L’analisi presentata mette anche in dubbio la sostenibilità e l’opportunità dell’investimento, considerando che la concessione ad Acqualatina scadrà nel 2032 e che la dispersione idrica resta al 70%. “Quella che doveva essere una gestione efficiente non solo non ha abbassato le tariffe, ma ha visto un costante aumento delle bollette.”
Ranaldi chiede trasparenza e controllo pubblico: “Diciamo chiaramente no all’aumento di capitale e a qualsiasi tentativo di usare denaro pubblico per coprire inefficienze private. Chiediamo invece una ricognizione completa dei crediti, un piano di rientro trasparente monitorato dall’EGATO e la revisione dello statuto per rafforzare il controllo pubblico.”
L’opposizione civica sollecita un dibattito serio sull’acqua come bene comune e auspica che l’assemblea dei sindaci dell’ATO affronti il tema della qualità e dell’efficienza del servizio.





