La commissione Trasparenza del Comune di Latina si è riunita per esaminare l’attuazione della delibera consiliare che impegnava la sindaca Celentano a opporsi all’aumento di capitale richiesto dal CdA di Acqualatina, pari a 30 milioni di euro. La seduta, convocata dalla presidente Maria Grazia Ciolfi, è stata segnata dalle tensioni tra maggioranza e opposizione.
L’avvocato Mignano, delegato dalla sindaca a rappresentare il Comune nell’assemblea dei soci del 31 ottobre, non si è presentato in commissione, così come non sono state consegnate le copie dei documenti richiesti, tra cui il mandato conferito al legale.
L’assenza del delegato, oltre a quella della documentazione, ha di fatto impedito ai commissari di verificare se il Comune abbia rispettato la volontà espressa all’unanimità dal Consiglio contro l’aumento di capitale.
Secondo i consiglieri comunali di opposizione di Lbc, PD, M5S e Per Latina 2032, Mignano avrebbe avanzato in assemblea proposte difformi da quanto indicato dal Consiglio rispetto ad Aqcqualatina: “In particolare, avrebbe proposto la riduzione dell’aumento da 30 a 14 milioni e l’utilizzo per l’aumento di capitale richiesto dal socio privato dei crediti vantati dai Comuni nei confronti di Acqualatina, per un valore di circa 7 milioni. Dunque un mandato completamente diverso da quello ricevuto”.
L’opposizione chiede chiarezza sulla base e sulle responsabilità politiche di queste scelte.
Durante la seduta, hanno lamentato i rappresentanti della minoranza, la maggioranza ha ostacolato i lavori e non ha permesso a Ada Nasti, assessora alle Partecipate, di intervenire.
Secondo l’opposizione, “la stessa Nasti, che aveva dato l’indirizzo politico alla delibera, ha ammesso di non essere stata delegata e di non sapere cosa sia accaduto in assemblea, dichiarando il proprio imbarazzo”.
I consiglieri sottolineano come il confronto sia stato evitato e come la Commissione Trasparenza venga regolarmente boicottata quando si affrontano temi ritenuti scomodi. “Un comportamento indegno per chi dovrebbe rispondere ai cittadini”, affermano.
L’intervento dell’opposizione di Acqualatina, si conclude con una denuncia: “Questa amministrazione dimostra di piegarsi agli interessi del socio privato Italgas, continuando a scaricare sui cittadini i costi di una gestione fallimentare, con una rete colabrodo, una dispersione idrica del 70% e bollette salatissime. È un gioco al massacro sulla pelle dei cittadini di Latina, che hanno diritto di sapere se gli indirizzi del Consiglio vengono rispettati o traditi nelle segrete stanze”.


