Ieri, domenica 19 aprile, ad Anagni (FR) si è tenuto il presidio promosso dal movimento No Kings davanti ai cancelli dell’ex stabilimento Winchester. Alla manifestazione hanno preso parte anche comitati territoriali, associazioni e attivisti, uniti per un unico obiettivo: evitare la riconversione dell’area in una fabbrica di produzione bellica.

Il sito è infatti interessato da un progetto lanciato dall’attuale proprietà KNDS, colosso europeo dell’industria degli armamenti, per trasformare lo stabilimento– che ad oggi si occupa di scomporre e rendere inerti i proiettili inesplosi – in una fabbrica di produzione di nitrogelatina, un potente esplosivo utilizzato per costruire ordigni.
Riconversione dell’ex Winchester: la questione ambientale
Vi è poi una questione fondamentale, che per i manifestanti non può essere ignorata: l’inquinamento presente nella Valle del Sacco, territorio già fortemente danneggiato dai residui industriali. La riconversione dello stabilimento alla produzione di nitrogelatina non sarebbe soltanto un problema sul piano etico, ma rischierebbe di creare enormi danni anche su quello ambientale. Come riportato da Repubblica, in caso di esplosione, la produzione di un’ora – circa 150 chilogrammi di nitroglicerina – provocherebbe danni infiniti, manderebbe a fuoco un polmone verde della Valle del Sacco come la Macchia di Anagni e causerebbe gravi danni anche ai veicoli in transito.

I Giovani Democratici in difesa dell’ambiente e della pace
Tra le varie realtà che hanno preso parte al presidio ci sono stati i Giovani Democratici di Frosinone, che a proposito dell’iniziativa si sono espressi in questo modo:
«Ieri come Giovani Democratici abbiamo preso parte attivamente alla manifestazione NO KINGS di Anagni, davanti ai cancelli della ex Winchester, per far sentire la nostra voce contro la riconversione della fabbrica in un’industria di produzione bellica. La nostra Ciociaria deve essere terra di pace, non può diventare la patria di chi lucra sulla guerra. Investire nelle armi porta solo violenza, morte e sofferenze: quei soldi vanno investiti nello stato sociale, nella scuola, nel lavoro, nella sanità pubblica. C’è poi il problema ambientale: il basso Lazio è già una delle zone più inquinate d’Italia e questa riconversione non farebbe altro che aumentare le emissioni in un territorio già martoriato. Non smetteremo di far sentire la nostra voce e la voce di tutte le persone che oggi sono scese in piazza: siamo solo all’inizio.»

Capogna: «esiste un legame diretto tra gli esplosivi ad Anagni e il massacro a Gaza»
Gianmarco Capogna, membro nazionale del partito Possibile, ha sottolineato quanto sia importante tenere gli occhi aperti sullo scenario geopolitico attuale che, qualora il progetto della KNDS dovesse prendere ufficialmente il via, non farebbe altro che peggiorare:
«Sono stato ad Anagni, davanti ai cancelli dell’ex Winchester, per denunciare a nome di Possibile il progetto per produrre nitrogelatina. Quella che viene spacciata per una riconversione strategica è in realtà una speculazione bellica sulla Valle del Sacco, un territorio già martoriato dall’inquinamento e classificato come Sito di Interesse Nazionale, che ora si vorrebbe trasformare in un polo produttivo di nitrogelatina. Abbiamo ribadito che questa terra ha già pagato abbastanza e non può essere nuovamente sacrificata per alimentare un’economia di morte. Esiste un legame diretto tra i nuovi capannoni di esplosivi ad Anagni e il massacro in corso a Gaza: è la logica di un sistema che genera profitti miliardari sulla pelle di chi subisce un genocidio. Mentre l’industria degli armamenti accumula ricchezze senza precedenti, abbiamo chiesto che quelle risorse siano dirottate sulla sanità, sul lavoro dignitoso e sulla transizione ecologica. La mobilitazione di Anagni dimostra che la forza delle piazze No Kings vive nelle lotte concrete dei territori: non permetteremo a nessuno di decidere il futuro di questa comunità senza fare i conti con chi la abita.»

Presente anche il movimento Le Mamme da Nord a Sud, rete nazionale nata nel 2019 per difendere la salute dei figli e l’integrità dei territori, che erano davanti ai cancelli di #KNDS. Un’unione di lotte locali contro l’inquinamento e la devastazione ambientale, nel segno di una solidarietà intergenerazionale. «Siamo qui per difendere il SIN della Valle del Sacco. 50 ettari e oltre 100 nuovi edifici. Nessuna bonifica. Nessuna riconversione civile e al loro posto l’ampliamento della KNDS, fabbrica di morte. Colleferro destinata allo stoccaggio di materiale esplosivo e Artena a deposito bellico. Intanto si moltiplicano biodigestori, varianti urbanistiche, forni di calcinazione, poli logistici e sversamenti illegali nel fiume Sacco. Non un nuovo modello di sviluppo, ma altro inquinamento, nonostante la direttiva Seveso. Sindaci che tacciono e Istituzioni che guardano altrove.» Hanno detto le referernti del movimento Le Mamme da Nord a Sud.






