Prosegue e si inasprisce la polemica politica a San Vittore del Lazio sulla vicenda dell’antenna 5G in fase di installazione su un terreno agricolo che, secondo quanto denunciato dalla minoranza, rientrerebbe anche nella disponibilità della famiglia del sindaco.
A sollevare pubblicamente la questione è la lista di opposizione “Per San Vittore”, che in una nota dai toni durissimi parla apertamente di silenzio-assenso, mancanza di trasparenza e possibile conflitto d’interessi.

Le accuse: “Un silenzio che diventa scelta politica”
Secondo la minoranza, tutto avrebbe avuto origine dalla richiesta di installazione dell’antenna da parte di una società la cui maggioranza risulterebbe riconducibile alla famiglia del primo cittadino.
Una circostanza che, sempre secondo “Per San Vittore”, avrebbe dovuto imporre massima cautela e chiarezza, ma che invece sarebbe stata accompagnata da un lungo silenzio istituzionale.
“I cittadini chiedono spiegazioni, la minoranza pure. La risposta dell’Amministrazione è stata: ‘soprassediamo’”, si legge nella nota.
Un silenzio che, sottolinea l’opposizione, avrebbe avuto effetti concreti: il maturare del silenzio-assenso e l’avvio dei lavori, tanto che “le ruspe hanno capito prima dei consiglieri cosa stava accadendo”.
Il Consiglio comunale e il ricorso al TAR
La svolta arriva, secondo la ricostruzione della minoranza, solo dopo la realizzazione dell’antenna. La mattina del 30 dicembre, infatti, il sindaco avrebbe comunicato alla minoranza che la Giunta aveva dato mandato agli uffici di valutare un ricorso al TAR per verificare la correttezza dell’iter autorizzativo seguito dalla società INWIT.
Una mossa giudicata tardiva e contraddittoria: “Adesso? Dopo che l’antenna è stata realizzata?”, attacca “Per San Vittore”.
Altri nodi sollevati: espropri, debiti e IMU
La lista di opposizione allarga poi il fronte delle critiche, chiamando in causa altre scelte amministrative:
- un esproprio di un garage dismesso di 12 mq per 23 mila euro, con riconoscimento di un mancato affitto dal 2008;
- un esproprio di 8.000 mq risarcito con 220 mila euro;
- il riconoscimento di un debito fuori bilancio;
- la mancata riduzione dell’IMU;
- l’acquisizione di immobili che, secondo la minoranza, non avrebbero un reale utilizzo.
“Mani alzate e silenzio”
Durissimo anche il giudizio sul comportamento della maggioranza consiliare, descritta come silenziosa e disciplinata: “Mani alzate, sguardo basso. Ma alzare la mano non salva dalla figuraccia”.
La nota si chiude con un attacco politico diretto al sindaco, accusato di vittimismo, ricostruzioni parziali dei fatti e scarico di responsabilità sulle amministrazioni precedenti, nonostante i dodici anni di governo.
Una vicenda destinata a far discutere
La questione dell’antenna 5G a San Vittore del Lazio si conferma dunque un caso politico destinato a restare al centro del dibattito locale, tra richieste di chiarimenti, accuse di conflitto d’interessi e interrogativi sulla gestione amministrativa e sulla trasparenza delle decisioni.



