L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha inflitto una multa superiore a 11 milioni di euro a Revolut Securities Europe UAB e Revolut Group Holdings Ltd. Secondo quanto riportato da Federconsumatori, la sanzione arriva per pratiche di pubblicità ingannevole e carenze informative nei servizi offerti dalla società fintech.
Al centro del provvedimento ci sono le informazioni considerate non chiare e non esaustive rivolte ai consumatori in merito a costi aggiuntivi e alle limitazioni degli investimenti “senza commissioni”. Particolare rilievo viene dato alla questione delle azioni frazionate, strumenti che, rispetto alle azioni intere, presentano differenze notevoli quanto a rischi, diritti e trasferibilità.
L’AGCM contesta inoltre la gestione aggressiva e la scarsa trasparenza sulle condizioni di sospensione, limitazione e blocco dei conti di pagamento. Le società avrebbero fornito informazioni insufficienti in fase precontrattuale, senza offrire preavviso o la possibilità di confronto e assistenza per gli utenti colpiti da restrizioni sui conti.
Federconsumatori sottolinea come queste pratiche mettano gli utenti nella condizione di non poter accedere ai propri fondi anche per periodi prolungati, ostacolando l’esercizio dei diritti contrattuali. L’Associazione evidenzia che, in casi simili, diventa difficile affrontare esigenze di vita, anche urgenti, a causa dell’impossibilità di disporre delle proprie risorse finanziarie.
Un ulteriore elemento segnalato riguarda le informazioni fornite da Revolut sull’ottenimento dell’IBAN italiano al posto di quello lituano, considerate poco chiare sia nei requisiti che nelle tempistiche. A seguito della sanzione, la fintech ha comunicato che presenterà ricorso contro il provvedimento dell’AGCM.
Federconsumatori commenta la vicenda mettendo in luce l’esistenza di abusi e asimmetrie informative ancora diffuse nel settore finanziario. “Questi strumenti finanziari sono sempre più utilizzati, soprattutto dai giovani, a cui è importante garantire, quindi, una adeguata educazione finanziaria”, si legge, “che li metta in condizione di conoscere i propri diritti e di farli valere, e di gestire in maniera consapevole le proprie risorse.”






