Torna la mobilitazione ad Anzio per chiedere la riattivazione del punto nascita. Domenica 12 aprile, dalle ore 10 alle 13, il Comitato per la riattivazione del reparto maternità sarà in piazza Pia per informare i cittadini e rilanciare la protesta.
A due anni dalla chiusura del reparto degli Ospedali Riuniti Anzio-Nettuno, il Comitato denuncia una situazione che definisce “grave” e in continuo peggioramento.

Le critiche alla Regione
Al centro della contestazione la decisione della Regione Lazio, guidata dal presidente Francesco Rocca, di chiudere il punto nascita locale e trasferire il servizio presso l’ospedale di Velletri.
Secondo il Comitato, si tratterebbe di una scelta inefficace e costosa, considerando anche la vicinanza con il NOC di Ariccia. A distanza di un anno dall’attivazione del reparto maternità a Velletri, le nascite registrate sarebbero infatti al di sotto degli standard previsti dalla normativa.
Due anni di mobilitazione
In questi due anni, il Comitato ha promosso diverse iniziative, tra cui la raccolta di oltre 6000 firme e incontri istituzionali, senza però ottenere risultati concreti.
Nel frattempo, secondo quanto denunciato, si sarebbe verificato un progressivo depotenziamento dell’ospedale di riferimento per il territorio di Anzio e Nettuno.
Servizi sanitari sotto pressione
Tra le criticità segnalate anche lo spostamento di servizi sanitari verso altre aree, come nel caso della Breast Unit, con l’apertura di un nuovo ambulatorio nei Castelli Romani e la chiusura di quello locale.
Una situazione che, secondo il Comitato, penalizza un territorio che supera i 120mila abitanti, destinati a raddoppiare nel periodo estivo.
L’appello alla cittadinanza
“È ora di dire basta” è il messaggio lanciato dagli organizzatori, che invitano la comunità a partecipare all’iniziativa in piazza.
L’obiettivo è condividere dati e informazioni e valutare insieme nuove azioni per difendere i servizi sanitari essenziali.
Un nuovo momento di confronto pubblico che riaccende il dibattito sulla sanità territoriale e sul futuro dell’assistenza nel litorale sud del Lazio.





