Confagricoltura Lazio esprime apprezzamento per la modifica normativa approvata nella regione in tema di tutela della biodiversità apistica. L’associazione sottolinea la necessità di salvaguardare non solo le specie, ma anche l’equilibrio degli ecosistemi e la diversità genetica presente negli allevamenti locali.
“Cogliamo con favore la modifica introdotta nel Lazio, che va nella direzione di una gestione più coerente, concreta e rispettosa sia dell’ambiente sia del lavoro degli apicoltori“, afferma Confagricoltura Lazio in una nota. Un ringraziamento particolare viene rivolto all’Assessore Giancarlo Righini, presidente della Consulta apistica regionale, per aver accolto le sollecitazioni delle imprese del settore e aver valorizzato il confronto come metodo per la definizione delle politiche pubbliche.
La tutela dell’ape italiana, specie Apis mellifera ligustica, è per Confagricoltura Lazio un obiettivo strategico e condiviso da raggiungere attraverso strumenti concreti: progetti di conservazione, aree specifiche di tutela, stazioni di fecondazione, percorsi di selezione genetica riconosciuti. Anche la normativa nazionale, viene ricordato, incentiva la selezione in purezza attraverso qualità e presidio tecnico.
L’Associazione mette comunque in guardia da possibili derive normative che rischiano di imporre vincoli troppo stringenti agli apicoltori: “Imporre all’imprenditore apistico l’utilizzo di un’unica sottospecie come requisito generalizzato è una scelta discutibile sul piano dell’equità e della praticabilità“, si legge nel comunicato.
A differenza di altri comparti zootecnici, simili vincoli non sono previsti. Confagricoltura Lazio spiega come la “purezza” genetica sia di fatto impraticabile a causa di variabili come la fecondazione naturale in volo, il nomadismo apistico e le pratiche diffuse di selezione, che rendono complesso il controllo delle linee maschili e favoriscono incroci non programmati.
La proposta è di sostituire un approccio “impositivo” con una politica di sistema: strumenti tecnici, incentivi, controlli realistici e aree di protezione gestibili, progettate insieme agli operatori del settore, per non gravare sulle imprese con obblighi difficili da sostenere.
Nel Lazio operano 4.853 apicoltori con 77.991 colonie, delle quali oltre il 95% già di sottospecie ligustica. Un dato che dimostra come la valorizzazione dell’ape italiana sia già una realtà grazie a politiche di promozione e qualità, senza necessità di forzature.
Confagricoltura Lazio invita la Regione a proseguire su questo percorso, rafforzando tutela e promozione dell’ape italiana con misure tecniche e finanziarie, bandi specifici e criteri chiari, evitando vincoli generalizzati e discriminatori.


