Venerdì 29 maggio la piazza di Corte ad Ariccia si è animata con arte, musica e letture durante la giornata di sciopero generale contro le guerre e il genocidio in corso in Palestina, promosso dal Movimento per la Palestina Libera – Castelli Romani. L’evento ha visto una consistente partecipazione con bandiere palestinesi e cartelloni, tra cui un elenco dei bambini gazawi vittime dell’IDF.
Sono stati diffusi centinaia di volantini, disponibili in italiano, inglese e arabo, per sensibilizzare sulle richieste dell’iniziativa: la liberazione dei 10.000 prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, la fine delle persecuzioni giudiziarie per decine di palestinesi in Italia e l’interruzione della collaborazione tra enti e aziende italiane e israeliane. I partecipanti hanno anche ringraziato pubblicamente gli equipaggi di terra e di mare della Flotilla per i tentativi di rompere l’assedio a Gaza, sottolineando i rischi affrontati e le reazioni della controparte.
Il momento musicale ha visto protagonista l’artista Stefano Pavan, che ha sottolineato l’importanza per i musicisti di esporsi e prendere posizione su temi di attualità. Per oltre mezz’ora le sue canzoni hanno fatto da colonna sonora all’iniziativa, richiamando l’attenzione sulla necessità di partecipazione attiva da parte di tutti.
Una coreografia simbolica ha coinvolto una trentina di persone, bendate e ammanettate, che sono state “liberate” da alcuni bambini durante l’ascolto di “Leve Palestina”. Gli adulti reggevano una bandiera israeliana adattata con il fascio littorio al posto della stella di David, per riflettere sul significato e l’uso dei simboli storici. Dopo l’atto di liberazione, la bandiera è stata sostituita con quella palestinese.
Nel proseguimento del pomeriggio, psicologi hanno raccontato l’esperienza con la Sumud Flotilla, si è parlato della campagna BDS per il boicottaggio contro Israele e sono stati letti testi poetici. Il Movimento ha annunciato il proseguimento della mobilitazione nei Castelli Romani per la libertà dei prigionieri palestinesi e contro la cultura della guerra e della difesa che, spiegano, investe anche scuole e territori locali.
ure e performance per la libertà dei prigionieri palestinesi
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