Nuovo allarme sulla presenza di arsenico nell’acqua delle fontane pubbliche di Cori e Giulianello. Il Comitato per la difesa dell’acqua pubblica “Noncelabeviamo” ha reso pubblici i risultati di tre nuovi campionamenti effettuati il 26 agosto 2026, che evidenzierebbero valori di arsenico superiori o prossimi al limite previsto dalla normativa.
Le analisi sono state effettuate da Agri-Bio-Eco Laboratori Riuniti S.r.l. di Pomezia, laboratorio indicato dal Comitato come accreditato, con rapporti di prova emessi il 31 agosto 2026.
Secondo i risultati diffusi dal Comitato, il valore più alto è stato rilevato alla fontana di Piazza Monte Pio, dove la concentrazione di arsenico sarebbe pari a 11,3 microgrammi per litro (µg/l), oltre il limite di 10 µg/l indicato dal Comitato come valore di riferimento previsto dal D.Lgs. 18/2023. Il laboratorio avrebbe formalmente classificato il campione come non conforme.
Alla fontana di Via Madonna delle Grazie, invece, sarebbe stata rilevata una concentrazione di 10,0 µg/l, esattamente coincidente con il limite indicato.
Infine, alla fontana di Piazza della Croce, a Cori Valle, il valore sarebbe risultato pari a 9,9 µg/l, quindi formalmente entro il limite ma molto vicino alla soglia.
Il Comitato: «Quattro campionamenti in meno di un mese»
Il Comitato sottolinea di aver effettuato complessivamente quattro campagne di campionamento in meno di un mese, sostenendone direttamente i costi.
«Questi campionamenti – i quarti eseguiti dal nostro Comitato in poco meno di un mese, interamente finanziati a nostre spese di fronte alla latitanza del gestore e delle autorità sanitarie – confermano lo scenario epidemiologico e igienico-sanitario già denunciati da tempo», Afferma il Comitato.
Il Comitato chiede ora che i risultati vengano verificati attraverso campionamenti ufficiali da parte degli enti competenti, considerata la rilevanza dei valori riscontrati.
PEC inviate a Prefettura, Acqualatina, Asl e Arpa
Una volta ricevuti i rapporti di prova, il Comitato afferma di aver trasmesso immediatamente la documentazione tramite PEC a diversi soggetti istituzionali.
Le comunicazioni sarebbero state inviate al Prefetto, ad Acqualatina S.p.A., alla ASL di Latina, ad ARPA Lazio, al Comune di Cori, al sindaco Mauro Primio De Lillis, all’assessore alla Sanità Antonio Betti e ad A.BA.CO. Lazio, l’Associazione di Base dei Consumatori.
Il Comitato lamenta però l’assenza, a suo dire, di riscontri ufficiali.
«A distanza di giorni, il silenzio di tutti i soggetti interpellati è totale e assordante», sostiene il Comitato civico, che torna a contestare in particolare la mancata pubblicazione dei dati relativi alle analisi effettuate dal gestore idrico.
Secondo “Noncelabeviamo”, non sarebbero ancora stati resi pubblici i risultati delle analisi interne di Acqualatina relativi ai primi due trimestri del 2026.
Il Comitato richiama inoltre le precedenti rassicurazioni sulla trasparenza dei dati e sulla possibilità di effettuare ulteriori campionamenti ufficiali attraverso la ASL.
Le richieste: divieto d’uso potabile e nuove analisi
Di fronte ai risultati dei nuovi campionamenti, il Comitato annuncia di voler proseguire la mobilitazione e presenta una serie di richieste alle istituzioni.
La prima riguarda la fontana di Piazza Monte Pio, dove è stato rilevato il valore di 11,3 µg/l. Il Comitato chiede «l’emanazione ad horas di un’ordinanza sindacale di divieto d’uso potabile» dell’acqua della fontana e un’indagine epidemiologica sulle reti ad essa collegate.
Viene inoltre richiesto alla ASL di Latina un intervento immediato per l’esecuzione di analisi in contraddittorio, insieme alla pubblicazione dei rapporti analitici relativi al primo e al secondo trimestre del 2026.
Tra le altre richieste figura l’avvio della bonifica dei fanghi contenenti arsenico che il Comitato afferma essere stoccati al Simbrivio, oltre alla verifica delle condizioni dell’area circostante la scuola materna adiacente.
Infine, il gruppo chiede la convocazione del Tavolo Tecnico Permanente, deliberato nel mese di agosto, per affrontare lo studio di fattibilità idrogeologica relativo all’eventuale attivazione di pozzi alternativi nella falda calcareo-carbonatica di Sant’Ubaldo, indicata dal Comitato come naturalmente priva di arsenico.
«La nostra salute non si negozia»
Nel comunicato il Comitato “Noncelabeviamo” annuncia quindi una mobilitazione permanente e chiede risposte rapide da parte delle istituzioni e del gestore del servizio idrico.
«Se le istituzioni e il gestore privato pensano di poter far passare sotto silenzio analisi chimiche certificate da un laboratorio accreditato, si scontreranno con la mobilitazione determinata di una cittadinanza stanca di essere avvelenata e contemporaneamente vessata da bollette esorbitanti basate su consumi stimati», afferma il Comitato.
La vicenda resta ora affidata alle verifiche degli enti competenti, chiamati ad accertare ufficialmente la qualità dell’acqua e ad adottare, qualora necessario, gli eventuali provvedimenti a tutela della salute pubblica.
«La nostra salute non si negozia. L’acqua è un bene di tutti», conclude il Comitato per la difesa dell’acqua pubblica “Noncelabeviamo”.





