Due campioni effettuati il 26 agosto nella stessa giornata a Cori, e nello stesso punto hanno rilevato 9 e 10 µg/L di arsenico nell’acqua. Il Comitato: “Servono verifiche diffuse, serie storiche e chiarezza sui prelievi”
A Cori torna al centro dell’attenzione la questione della qualità dell’acqua potabile e, in particolare, dei livelli di arsenico nella rete idrica. Il 9 settembre 2026 il Comitato per la difesa dell’acqua pubblica “Noncelabeviamo” ha trasmesso via PEC un’articolata istanza di chiarimento e richiesta di documentazione al Sindaco di Cori, ad Acqualatina, ad ARPA Lazio e alla ASL competente – SIAN. L’istanza è stata inviata per conoscenza anche a EGATO4, ISDE – Medici per l’Ambiente e ABACO.
Il Comitato prende atto della conformità formale dei parametri analitici ai limiti previsti dalla legge, ma sostiene che le modalità con cui sarebbero stati effettuati alcuni campionamenti presentino criticità tali da rendere necessari ulteriori approfondimenti.
Al centro della contestazione ci sono in particolare i prelievi effettuati il 26 agosto 2026, dai quali sarebbero emersi valori di arsenico pari a 9 µg/L e 10 µg/L. Il limite previsto per l’acqua destinata al consumo umano è di 10 µg/L.
Secondo “Noncelabeviamo”, proprio la vicinanza alla soglia e la differenza riscontrata tra i due campioni renderebbero necessario un monitoraggio più articolato e distribuito sul territorio.
Due campioni nello stesso punto
Uno dei principali interrogativi sollevati dal Comitato riguarda il fatto che i due campioni del 26 agosto risultino effettuati, secondo la documentazione esaminata, nella stessa giornata e nello stesso punto, indicato nei verbali come “Piazza Santa Croce”.
Il Comitato segnala inoltre quello che definisce un errore toponomastico, sottolineando che nel centro di Cori il luogo sarebbe denominato Piazza della Croce.
La richiesta non riguarda soltanto la correzione del nome del punto di prelievo, ma anche la spiegazione delle ragioni tecniche che avrebbero portato a effettuare due campionamenti nello stesso luogo e nello stesso giorno.
Per “Noncelabeviamo”, infatti, un doppio campione concentrato nello stesso punto non sarebbe sufficiente a rappresentare la qualità dell’acqua dell’intera rete, soprattutto considerando la particolare conformazione del territorio di Cori, caratterizzato da dislivelli altimetrici e differenti aree di distribuzione.
I prelievi e il trattamento di dearsenificazione
Un altro elemento sul quale il Comitato chiede chiarimenti riguarda la contestualità temporale tra i campionamenti e un intervento sull’impianto di dearsenificazione.
Secondo quanto riportato nell’istanza, nella stessa giornata dei prelievi sarebbe stato effettuato presso l’impianto un intervento con immissione di anidride carbonica (CO₂), utilizzata nell’ambito della regolazione del pH e delle condizioni chimico-fisiche necessarie al funzionamento del processo di trattamento.
Il Comitato precisa che la CO₂ non avrebbe una funzione diretta di rimozione dell’arsenico, ma chiede di conoscere l’orario preciso dei prelievi, lo stato operativo dell’impianto e se, al momento dei campionamenti, il sistema fosse a regime, in fase di riavvio o di stabilizzazione dopo l’intervento.
La richiesta è inoltre quella di conoscere eventuali risultati di analisi effettuate prima, durante e dopo il trattamento, così da poter valutare l’andamento dei valori nel tempo.
Arsenico a 9 e 10 µg/L: “Necessarie verifiche ripetute”
I due campioni del 26 agosto, secondo i dati richiamati dal Comitato, avrebbero registrato rispettivamente 9 µg/L e 10 µg/L di arsenico.
Entrambi i valori risultano quindi, formalmente, entro il limite di legge. Per il Comitato, tuttavia, il dato prossimo alla soglia massima impone un’attenzione particolare e non può essere valutato attraverso singoli campionamenti isolati.
“Noncelabeviamo” chiede quindi nuovi prelievi in più punti della rete, includendo zone situate a differenti quote altimetriche, per verificare l’eventuale presenza di variazioni nella distribuzione dell’acqua.
La richiesta della serie storica
Tra le questioni sollevate c’è anche quella relativa alla disponibilità dei dati storici sull’arsenico.
Il Comitato chiede di poter consultare i risultati dei controlli effettuati negli anni precedenti, con particolare riferimento a date, valori rilevati e punti di campionamento, e sollecita la pubblicazione di una pagina web aggiornata con la serie storica dei controlli e la programmazione delle analisi future.
L’obiettivo dichiarato è quello di consentire ai cittadini di avere accesso a dati confrontabili nel tempo, evitando che la valutazione della qualità dell’acqua sia affidata esclusivamente a singole rilevazioni.
I PFAS nel monitoraggio
L’istanza affronta anche il tema dei PFAS, le sostanze per- e polifluoroalchiliche oggetto di specifici controlli nell’ambito della normativa sulle acque destinate al consumo umano.
Il Comitato chiede di sapere se i PFAS siano già ricercati nell’acqua della rete di Cori e, in caso affermativo, con quali parametri e frequenze. In caso contrario, viene chiesta l’integrazione dei controlli con la relativa ricerca analitica.
Dodici richieste alle istituzioni
L’istanza presentata il 9 settembre contiene complessivamente 12 richieste rivolte alle istituzioni e agli enti coinvolti.
Il Comitato chiede:
- chiarimenti sui due campioni effettuati il 26 agosto nello stesso punto;
- chiarimenti sul rapporto temporale tra i prelievi e l’intervento di dearsenificazione con CO₂;
- l’indicazione dell’orario esatto dei prelievi;
- la comunicazione dei risultati dei precedenti controlli sull’arsenico;
- l’accessibilità della serie storica trimestrale dei valori rilevati a Cori;
- la pubblicazione e diffusione alla cittadinanza di una pagina web aggiornata;
- l’indicazione dettagliata dei punti della rete interessati dai precedenti campionamenti;
- l’esecuzione di nuovi campionamenti in più punti e a differenti quote altimetriche;
- chiarimenti sui controlli relativi ai PFAS e l’integrazione dei referti;
- l’indicazione della programmazione dei prossimi controlli;
- la convocazione del Tavolo Tecnico;
- la trasmissione della certificazione o relazione ufficiale sullo stato sanitario ed epidemiologico della popolazione di Cori, oppure l’attivazione delle autorità sanitarie competenti per la sua predisposizione.
La questione, dunque, secondo il Comitato, non si esaurisce nella verifica del rispetto del limite di legge. “Noncelabeviamo” chiede che venga garantito un quadro di controllo continuativo, trasparente e territorialmente rappresentativo, mettendo a disposizione dei cittadini dati completi sulla qualità dell’acqua e sull’andamento dell’arsenico nella rete di Cori e Giulianello.
Ora l’attenzione è rivolta alle risposte che arriveranno da Comune, gestore del servizio idrico e autorità sanitarie e ambientali coinvolte nell’istanza.





