E’ stata pubblicata l’11 febbraio all’albo pretorio del comune di Artena la richiesta di Variante al Piano regolatore e la relativa VAS per la realizzazione di 4 depositi di esplosivi da parte della KNDS Ammo Italy SpA (ex Simmel Difesa SpA) nel comune di Artena.
Non basta la Fassa, il biodigestore, l’impianto della plastica, la bretella Cisterna Valmontone, adesso nel comune di Artena arrivano anche i depositi degli esplosivi della KNDS che ha sito industriale ad Anagni, in via di riqualificazione e a Colleferro.

La società KNDS Ammo Italy SpA ha previsto ad Anagni un ampliamento delle proprie strutture, dove verrà avviata la produzione di nitrogelatina destinata a propellenti a doppia e tripla base per uso militare. Propellenti che servono per le bombe che dovranno essere poi trasferiti a Colleferro, assemblati e poi stoccati. I quattro depositivi verranno realizzati in una porzione di terreno di proprietà dell’industria di armanenti che ricadono nel territorio di Artena.
La richiesta dell’azienda è di una variante al piano regolatore del comune di Artena per destinare questa parte di terreno a magazzino di stoccaggio industriale. La data di pubblicazione della Vas è del 11 febbraio 2026 e resterà esposta fino al 29 marzo 2026.
Di fatto siamo all’ultimo atto di un progetto che vede le attività iniziare, in gran silenzio potremmo dire, nel 2024, precisamente il 18/11/2024 quando il Comune di Artena trasmette la pratica n. 00173900267-11112024-1055, acquisita al protocollo regionale n. 1416494.
In un anno e poco più siamo giunta alla pubblicazione della Variante, l’acquisizione di tutti i pareri, di Enti sovracomunalli, Ministeri, Vigili del Fuoco, Arpa e chi più ne ha più ne metta.
Eppure pare poco credibile che una iniziativa del genere sia sfuggita agli attenti amministratori del comune di Artena, siano essi di maggioranza, siano essi di opposizione.
Così Artena, oltre a dover sostenere un impatto ambientale significativo, dovrà fare il conto con la presenza di quattro depositivi di esplosivi sul proprio territorio.
L’area esame della variante ricade nel comune di Artena, a confine della zona industriale di Colleferro e si estende per circa 3,5 ettari.
Solo a leggere la voluminosa documentazione vengono i brividi, per via del fatto che nei prossimi anni, si legge nella documentazione, la produzione di armamenti sarà in aumento. Questo il testo introduttivo :
La Società KNDS Ammo Italy S.p.A. (ex Simmel Difesa S.p.A.) opera nello stabilimento di
Colleferro, via Ariana Km 5.200, occupandosi della produzione di munizionamento destinato
alle Forze armate italiane, ai Paesi NATO e ad altri partner internazionali. Le attuali dinamiche
di mercato mostrano una domanda significativa di munizionamento, in particolare all’interno
dell’Unione Europea, e questo sta determinando un ampliamento delle capacità produttive della
Società in diversi ambiti.
Un’analisi delle prospettive di domanda per almeno i prossimi cinque anni ha evidenziato la
necessità di rivedere e potenziare le capacità di stoccaggio per materie prime, semilavorati e
prodotti finiti. Per rispondere a queste esigenze è stato predisposto un progetto volto ad
aumentare il numero di depositi disponibili per la Società.
Si segnala, inoltre, il coinvolgimento dell’azienda in un programma europeo di rafforzamento
della capacità produttiva di materiali destinati alle Forze Armate dei Paesi europei, inclusa
l’Italia, iniziativa di particolare rilevanza nell’attuale contesto geopolitico. Nell’ambito di questo
programma, l’EDA (European Defence Agency) ha selezionato progetti di potenziamento
provenienti da industrie di diversi Paesi, tra cui Norvegia, Finlandia, Lettonia e Italia. Per l’Italia
è stata individuata KNDS Ammo Italy S.p.A., riconosciuta per la consolidata esperienza nella
produzione di munizionamento e componenti chiave, e per la tradizione legata alla produzione
di polveri per artiglieria di medio e grosso calibro ereditata dalla storica realtà BPD presente nel
comprensorio dal 1912. La realizzazione dei nuovi depositi è stata inclusa in un piano di
finanziamento supportato dall’EDA.
Per questo motivo la richiesta di Variante al PRG di Artena per la realizzazione dei quattro depositi come si legge ancora nel documento urbanistico:
Dato l’obiettivo per cui si chiede la variante del PRG, ovvero la realizzazione di depositi per
esplosivi, si terrà conto delle prescrizioni e dei limiti derivanti dalla normativa di pubblica
sicurezza, con particolare riferimento al Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza
(T.U.L.P.S.) R.D. n. 773 del 18 giugno 1931, al relativo Regolamento di esecuzione R.D. n. 635
del 6 maggio 1940 e al D.Lgs. 105/2015.
Le indicazioni sulle distanze di sicurezza presenti in queste normative costituiscono il principale
vincolo per l’individuazione dell’area in cui realizzare i depositi.
Ecco il problema: il vincolo sulle distanze di sicurezza, che appare essere superato, nella richiesta di Variante e nella VAS.
Nell’ambito del procedimento il Comune riveste la qualità di Autorità Procedente e l’iter risulta già in fase avanzata: la società ha presentato integrazioni e gli Enti interessati hanno trasmesso i propri pareri. Il terreno è classificato come paesaggio agrario di rilevante valore, con presenza di aree boscate. All’interno della fascia vincolata è prevista la realizzazione della viabilità di collegamento tra le vecchie e le nuove infrastrutture.
Il territorio di Artena – insieme a Labico, Valmontone, Colleferro e Segni – è definito come “centri casilini” e “aree di connessione primaria”, un sistema territoriale già fortemente segnato da criticità ambientali e industriali.
Dal giugno 2024 ad oggi, data di insediamento della nuova Giunta, non risultano siano stati fatti momenti pubblici di confronto su questo tema. Non risulta un’informazione preventiva alla cittadinanza, su un intervento che comporta ulteriore consumo di suolo e nuove infrastrutture “sensibili” in un’area agricola.
Un’altra grana per i cittadini, che già fanno fatica a sopportare quanto sta accadendo sul territorio e che ha impatti in tutti i comuni intorno e che dovranno fare fronte anche a questo ulteriore impatto, visto il silenzio della politica artenese.


