Dopo le polemiche legate alla vicenda dei locali del Liceo Mancinelli-Falconi, una nuova questione scuote l’amministrazione di Velletri, guidata dal sindaco Ascanio Cascella. Al centro del dibattito c’è questa volta il futuro dell’Asilo nido comunale Peter Pan e la selezione del personale educativo che dovrebbe entrare in servizio dal prossimo anno scolastico.
Secondo quanto contestato da famiglie e lavoratrici, il Comune avrebbe deciso di affidare la gestione del servizio educativo dell’asilo Peter Pan alla società partecipata Velletri Servizi, avviando una procedura selettiva che non avrebbe tenuto conto dell’esperienza maturata dalle educatrici storiche del nido.
Una situazione che avrebbe portato all’esclusione di gran parte del personale che per anni ha lavorato all’interno della struttura educativa. Tra queste alcune operatrici a due anni dalla pensione che adesso si ritroverebbero senza lavoro.
Le preoccupazioni sulla continuità educativa
A sollevare il caso sono stati i genitori dei bambini iscritti al Peter Pan, che hanno indirizzato una lettera aperta all’amministrazione comunale esprimendo forte preoccupazione per le possibili conseguenze della vicenda.
Secondo le famiglie, molte delle educatrici che da decenni operano nella struttura non sarebbero riuscite a superare la selezione pubblica e rischierebbero quindi di non essere riconfermate.
Una circostanza che potrebbe comportare, già a partire dal prossimo settembre, un cambiamento radicale nell’organizzazione del servizio.
«Il risultato concreto è che molti bambini potrebbero ritrovarsi senza quelle figure di riferimento che hanno rappresentato per loro un punto fermo nel percorso di crescita», scrivono i genitori.
“Valorizzare l’esperienza maturata in decenni di lavoro”
Nella lettera viene sottolineato come alcune educatrici abbiano prestato servizio all’interno del nido comunale per oltre trent’anni, accompagnando la crescita di intere generazioni di bambini.
Le famiglie precisano di non voler mettere in discussione il principio del concorso pubblico, ma contestano l’assenza di strumenti che valorizzassero adeguatamente l’esperienza professionale maturata sul campo.
«Ciò che lascia sgomenti è l’assenza di attenzione verso il valore dell’esperienza maturata e verso l’impatto che una decisione di questo tipo può avere sui bambini e sulle lavoratrici coinvolte», si legge nel documento.
“I bambini hanno bisogno di stabilità e fiducia”
Uno dei punti centrali della protesta riguarda il tema della continuità educativa, considerata particolarmente importante nella fascia di età compresa tra zero e tre anni.
I genitori che frequentano l’asilo nido Peter Pan di Velletri, evidenziano come il rapporto costruito quotidianamente tra bambini ed educatrici rappresenti un elemento essenziale per il benessere emotivo e la serenità dei piccoli.
«In questa fase delicatissima dello sviluppo, il rapporto di fiducia che si crea tra bambino ed educatrice non è un dettaglio organizzativo, ma un elemento fondamentale per la crescita», sottolineano.
Da qui la richiesta all’amministrazione comunale di aprire un confronto diretto con le famiglie e valutare eventuali soluzioni che possano garantire sia il rispetto delle procedure sia la tutela della continuità educativa.
L’appello al Comune
Nella parte conclusiva della lettera, i genitori chiedono all’amministrazione di riflettere sulle conseguenze delle proprie decisioni e di ascoltare le preoccupazioni delle famiglie prima dell’avvio del nuovo anno educativo.
«Dietro numeri, graduatorie e procedure amministrative ci sono persone. Ci sono lavoratrici che hanno dedicato una vita al loro mestiere. E soprattutto ci sono bambini che hanno bisogno di stabilità, fiducia e continuità per crescere serenamente», scrivono.
Le famiglie parlano di un patrimonio umano, professionale e relazionale costruito in decenni di attività che rischierebbe di andare disperso e chiedono che venga avviato un confronto trasparente per individuare soluzioni condivise.
Una vicenda che nelle prossime settimane potrebbe continuare ad alimentare il dibattito politico e istituzionale in città, mentre cresce l’attesa per eventuali chiarimenti da parte del Comune e della società incaricata della gestione del servizio, visto che ad interessarsi della vicenda è intervenuta la capogruppo di Noi Domani, Giulia Ciafrei, ex assessore ai servizi sociali del comune.

Giulia Ciafrei “Sono mancate scelte responsabili”
“La prova preselettiva per le educatrici dei nidi comunali impone una riflessione che va oltre l’esito del concorso. Educatrici che da anni lavorano con i bambini della nostra città rischiano di uscire dal servizio.” Afferma la consigliera comunale
“Le famiglie attendono ancora il bando per le iscrizioni. E molti bambini potrebbero perdere, da un anno all’altro, tutti i loro punti di riferimento educativi. Era possibile gestire questa transizione tutelando meglio le professionalità esistenti e garantendo maggiore continuità educativa?” Si domanda Giulia Ciafrei.
“Penso che amministrare una città significhi programmare, prevedere le conseguenze delle proprie scelte e assumersene la responsabilità. La politica dovrebbe essere capace di governare i cambiamenti senza disperdere professionalità, senza creare incertezza nelle famiglie e senza mettere in secondo piano i bisogni dei bambini e delle bambine.” Aggiunge Ciafrei.
“E questa amministrazione, ancora una volta, non è stata in grado di pensare e costruire due percorsi paralleli: uno a garanzia dell’avvio dei nuovi nidi e l’altro a tutela della continuità educativa e del lavoro di educatrici che hanno cresciuto generazioni di bambine e bambini della nostra città.” Sottolinea la consigliera comunale.
“A pagare il prezzo di questa mancanza di programmazione rischiano di essere tutti: le educatrici, le famiglie e soprattutto i bambini e le bambine, che hanno diritto a un percorso educativo stabile, sereno e di qualità.” Conclude Giulia Ciafrei in merito alla vicenda dell’asilo nido Peter Pan di Velletri.
Di fatto c’è l’assoluta mancanza di sensibilità e la volontà politica di trovare soluzioni adeguate, come già si è fatto per altri bandi selettivi e come fanno anche altri comuni con servizi delicati come quelli educativi dell’infanzia. Non si è tenuto conto della clausola sociale, senza prevedere nel bando punteggi per personale già con la stessa esperienza maturata. Una assenza di volontà voluta o un errore di sottovalutazione? Fatto sta che anche sull’asilo nido Peter Pan il pastrocchio è servito.
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