Il Tribunale del Lavoro ha accolto integralmente il ricorso presentato dalla Fials, dichiarando antisindacale la condotta della ASL di Frosinone e disponendo l’annullamento dei 90 incarichi di organizzazione e coordinamento conferiti al personale delle professioni sanitarie.
La decisione è contenuta nell’ordinanza del 23 dicembre 2025, con cui il giudice ha censurato le delibere aziendali n.225 del 26 marzo 2025 e n.792 del 30 settembre 2025, attraverso le quali l’Azienda sanitaria aveva disposto la proroga degli incarichi, in assenza di una base normativa contrattuale.
La contestazione della Fials
La Fials aveva promosso ricorso ex articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori, sostenendo che le proroghe adottate dalla ASL di Frosinone avessero limitato l’esercizio dell’attività sindacale, in violazione dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro del Comparto Sanità.
In particolare, il sindacato ha evidenziato come:
- il CCNL 2018 prevedesse esclusivamente il rinnovo degli incarichi, subordinato a valutazione positiva;
- né il CCNL 2018, né il CCNL 2019/2021 contemplassero la possibilità di proroga automatica degli incarichi;
- tutti gli incarichi conferiti il 31 marzo 2022 fossero giunti a naturale scadenza il 31 marzo 2025, senza che fosse stata effettuata alcuna valutazione dei titolari.
La decisione del Tribunale
Il giudice ha ricostruito il quadro normativo richiamando anche il CCNL Comparto Sanità 2019/2021, sottoscritto il 22 novembre 2022, che ha introdotto un nuovo sistema di classificazione del personale e una diversa disciplina degli incarichi.
In particolare, l’articolo 36 del nuovo CCNL stabilisce in modo inequivocabile che, per gli incarichi già assegnati in base al contratto precedente, resta ferma in ogni caso la durata originariamente definita, escludendo qualsiasi possibilità di proroga.
Secondo il Tribunale, la ASL avrebbe dovuto procedere esclusivamente alla “trasposizione” degli incarichi, attribuendo le nuove denominazioni previste dal CCNL 2022, ma senza modificarne la durata, fissata al 31 marzo 2025. Solo successivamente, e previa valutazione positiva, l’Azienda avrebbe potuto eventualmente procedere a un rinnovo, che resta comunque una facoltà e non un obbligo.
Condotta antisindacale e ordini del giudice
Le proroghe disposte dalla ASL sono state quindi ritenute illegittime e adottate in violazione della normativa contrattuale vigente. Il Tribunale ha ordinato all’Azienda sanitaria di:
- annullare i provvedimenti di proroga;
- rimuovere gli effetti della condotta lesiva;
- attivare l’informativa sindacale;
- avviare la contrattazione integrativa aziendale;
- predisporre, previo confronto sindacale, un nuovo regolamento sul conferimento e sulla graduazione degli incarichi.
Vista la rilevanza della vicenda, il giudice ha inoltre disposto la pubblicazione del provvedimento sul sito istituzionale della ASL di Frosinone e la sua affissione nelle bacheche aziendali.
La soddisfazione della Fials
La decisione rappresenta un risultato significativo per la Fials e per il personale coinvolto. A firmare il comunicato sono il segretario provinciale Fials Francesco D’Angelo e l’avvocato Giuseppe Tomasso, che hanno seguito il contenzioso.
La vicenda apre ora una fase delicata per la ASL di Frosinone, chiamata a ridefinire l’assetto degli incarichi nel rispetto delle regole contrattuali e del confronto sindacale. Una tegola per il Direttore Generale, Arturo Cavaliere, che ad oggi non ha ancora dato nessuna disposizione su come si deve comportare il personale infermieristico.
Infatti, l’annullamento degli incarichi di coordinamento delle professioni sanitarie (meglio conosciuti come i capo sala) sta generando problemi organizzativi non di poco conto nelle strutture sanitarie della Asl di Frosinone, tra capo sala che non sanno cosa fare e chi invece, in virtù dell’ordinanza del giudice, sta già alzando le mani abdicando al ruolo.



