Nuovo capitolo nella vicenda degli incarichi di coordinamento all’ASL Frosinone, dopo l’annullamento di circa 90 incarichi prorogati dal marzo 2025. A intervenire con una posizione netta è la FIALS – Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità, per voce del segretario provinciale di Frosinone Francesco D’Angelo, che respinge le accuse rivolte all’organizzazione sindacale e al Tribunale del Lavoro.
Secondo la FIALS, attribuire la responsabilità del “caos organizzativo” al ricorso sindacale o alla magistratura significa negare i principi dello Stato di diritto e l’imparzialità dell’Autorità giudiziaria, oltre a distogliere l’attenzione dalle presunte gravi responsabilità dell’Azienda sanitaria.
La lettera è stata indirizzata ai vertici della ASL di Frosinone e al Prefetto del Capoluogo ciociaro.
«Violazioni gravi e reiterate del contratto collettivo»
Nel merito, la FIALS ricorda come il Tribunale abbia accertato violazioni ritenute particolarmente gravi. In primo luogo, la mancata informativa e il mancato confronto sindacale su ben due proroghe degli incarichi di coordinamento. In secondo luogo, la macroscopica violazione del Contratto collettivo, che non prevede proroghe reiterate degli incarichi, ma il loro rinnovo triennale subordinato a specifiche valutazioni, mai effettuate.
«Dopo la seconda proroga, in scadenza a marzo 2026, se ne sarebbe profilata addirittura una terza», sottolinea la FIALS, evidenziando come tali scelte siano state adottate in totale assenza degli adempimenti contrattuali previsti.
«Responsabilità dell’amministrazione ignorate»
Per il sindacato, sarebbe stato doveroso puntare l’attenzione sulle responsabilità dell’ASL di Frosinone, chiedendo l’individuazione di precise colpe amministrative. Al contrario, denuncia la FIALS, si è preferito attaccare chi ha fatto emergere un sistema gestionale degli incarichi ritenuto illegittimo, non per carenza di professionalità, ma per una condotta definita “dolosa e intenzionale”, vista la chiarezza delle norme contrattuali.
Ulteriore elemento di criticità riguarda i tempi: nonostante la notifica del provvedimento giudiziale risalga al 23 dicembre, la convocazione delle organizzazioni sindacali per avviare il confronto sugli incarichi è stata fissata solo per il 9 gennaio 2026.
Coordinatori lasciati senza indicazioni
La FIALS segnala inoltre che i coordinatori interessati dall’annullamento degli incarichi sarebbero stati lasciati senza direttive operative, con la sola comunicazione della cessazione dell’incarico, ma senza indicazioni chiare sulle funzioni da svolgere nella fase transitoria.
«La FIALS ha agito, come sempre, esclusivamente per la tutela dei diritti dei lavoratori», ribadisce il sindacato, affermando che l’azione intrapresa avrà un riscontro concreto anche nei prossimi sviluppi della vicenda.
«Infondata la richiesta di intervento del Prefetto»
Dura, infine, la presa di posizione sulla richiesta avanzata da altre sigle sindacali di un intervento del Prefetto per sospendere gli effetti del provvedimento giudiziale. Secondo la FIALS si tratta di una richiesta priva di qualsiasi fondamento giuridico, poiché il Prefetto non ha alcun potere di incidere su un’ordinanza dell’Autorità giudiziaria.
Il provvedimento, emesso ai sensi dell’articolo 28 della legge 300/1970, mantiene piena efficacia esecutiva fino alla sentenza di merito, anche in caso di opposizione. «Forse sarebbe stato meglio tacere», osserva il sindacato.
Per la FIALS, la strada corretta sarebbe stata un’altra: convocare con maggiore tempestività le organizzazioni sindacali, attivare gli adempimenti contrattuali dovuti e individuare soluzioni condivise per garantire la continuità organizzativa nel rispetto delle regole.
Insomma, dopo la sentenza del Tribunale le organizzazioni sindacali stanno “litigando” tra loro. Chi chiede l’intervento del Prefetto, chi invece attribuisce le responsabilità di questa situazione non certo alla causa intentata e vinta, ma all’immobilismo della Direzione Aziendale della ASL di Frosinone. Fatto sta che negli ospedali della Provincia di Frosinone regna il caos con i conseguenti disservizi che ne conseguono.



