I sindacati FP CGIL Frosinone-Latina, CISL FP Frosinone e UIL FPL Frosinone hanno inviato una lettera congiunta al Direttore Generale dell’ASL di Frosinone, Arturo Cavaliere, sollecitando un intervento immediato in relazione allo stallo verificatosi nelle trattative con le società subentranti nell’appalto per la gestione del servizio CUP.
Secondo quanto riferito da Antonio Cuozzo (CISL FP Frosinone), Claudio Maggiore (FP CGIL Frosinone-Latina) e Maurizio Palombi (UIL FPL Frosinone), il blocco delle trattative non sarebbe dovuto a vere difficoltà organizzative, ma alle scelte delle nuove imprese, giudicate “non coerenti con gli standard del settore” e “non rispondenti alle condizioni effettive del servizio“. In particolare, i sindacati evidenziano che il personale interessato ricade nella clausola sociale prevista in questi casi: si tratta di 139 lavoratrici e lavoratori con un contratto che copre 4.605 ore settimanali, ritenute indispensabili per garantire il corretto funzionamento del CUP.
I rappresentanti delle tre sigle sindacali segnalano che le società subentranti avrebbero intenzione di applicare un coefficiente di maggiorazione del 10% – inferiore agli standard medi del settore, normalmente fissati tra il 15% e il 18% – con il rischio di produrre un “falso presunto esubero di personale”.
La prospettiva di una riduzione del fabbisogno di personale, secondo Cuozzo, Maggiore e Palombi, è “inaccettabile e non può essere avallata né tollerata“, specie alla luce dell’esigenza di garantire la continuità lavorativa e reddituale dei dipendenti tutelati dalla clausola sociale.
Le sigle chiedono chiarimenti urgenti al Direttore Generale in merito ai criteri di fabbisogno orario, al coefficiente di maggiorazione da applicare, a eventuali adeguamenti delle risorse coinvolte e ai tempi e modalità di slittamento per l’avvio della nuova gestione.
L’obiettivo è superare l’attuale impasse e garantire un corretto avvio del servizio, nel rispetto della normativa e della tutela dei lavoratori. I sindacati, infine, sottolineano che un intervento tempestivo della Direzione Generale è indispensabile per evitare ripercussioni negative sul personale e assicurare una gestione trasparente e conforme alle regole.







