Una richiesta di ispezione ministeriale sulla gestione del personale sanitario nella provincia. È quanto ha inviato la UGL Salute di Frosinone al ministro della Salute Orazio Schillaci, denunciando criticità nella gestione delle risorse umane all’interno della ASL di Frosinone.
Secondo il sindacato, circa 200 unità tra infermieri, tecnici sanitari e operatori socio-sanitari (OSS) sarebbero attualmente impiegate in mansioni amministrative o di supporto negli uffici della direzione, invece che nei reparti ospedalieri, in una realtà già segnata da una cronica carenza di personale.
La denuncia della segretaria provinciale Roccatani
Sulla vicenda del personale utilizzato in altre masioni alla ASL di Frosinone, interviene la segretaria provinciale della UGL Salute, Rosa Roccatani.
«Non possiamo più tollerare – afferma – che il diritto alla salute dei cittadini venga messo a rischio da una gestione del personale che appare quantomeno discutibile. Mentre nei reparti si lavora in condizioni difficili, circa 200 professionisti del comparto sanitario vengono distolti dalle loro funzioni assistenziali per svolgere compiti amministrativi».
La sindacalista si chiede inoltre quali siano i criteri di scelta del personale destinato agli uffici: «Ci domandiamo se questi operatori siano diventati improvvisamente esperti di burocrazia o se esistano corsie preferenziali per evitare il lavoro nei reparti».
I casi segnalati negli ospedali della provincia
Tra gli esempi citati dal sindacato ci sarebbe la situazione del reparto di cardiologia dell’ospedale di Cassino, dove – secondo quanto riferito – di notte sarebbe presente un solo infermiere per 12 posti letto telemetrati, senza il supporto di personale OSS.
Criticità vengono segnalate anche presso la REMS di Ceccano, dove il sindacato denuncia la carenza di tecnici della riabilitazione psichiatrica, mentre una unità con la stessa qualifica risulterebbe distaccata presso la Direzione Generale.
Altri problemi riguarderebbero il pronto soccorso di Cassino, dove – secondo la UGL – a fronte di 50, 60 o anche 70 pazienti in attesa sarebbero presenti soltanto due o tre operatori socio-sanitari, spesso impegnati anche in attività di trasporto e logistica.
La richiesta al Ministero della Salute
Tra i casi citati dal sindacato viene menzionata anche la vicenda di un’infermiera del pronto soccorso di Frosinone che, secondo la denuncia, sarebbe stata assegnata a compiti di “revisione della letteratura” in ufficio.
«Abbiamo chiesto al ministro Schillaci – conclude Roccatani – di fare piena luce su queste anomalie. Se verranno riscontrate irregolarità, pretenderemo il ripristino immediato della legalità e il ritorno del personale sanitario nei reparti, dove c’è bisogno di assistenza».
La UGL Salute Frosinone annuncia infine che continuerà a monitorare la situazione del personale, chiedendo un cambio di rotta nella gestione strategica della sanità provinciale, con l’obiettivo di garantire tutela dei lavoratori e sicurezza per i pazienti.







