Tra le tante misure che sono in atto nel paese Italia, di sostegno alle famiglie e alla genitorialità, uno riguarda i contributi che le Asl erogano alle mamme che non possono allattare. Un contributo che viene erogato dalla Regione, tramite le Asl per le mamme che, in situazioni patologiche accertate, non possono allattare e sono costrette a comperare altri tipi di latte per i neonati.
Una misura intelligente che dovrebbe essere sostenuta e pubblicizzata, ma non per la ASL di Frosinone che invece di questo provvedimento se ne è completamente dimenticato.

Ed ha creato un pastrocchio. Le Asl sono tenute a pubblicare i bandi, per i quali vengono ripartite risorse economiche da destinare e debbono essere chiusi entro l’annualità, pena la perdita dei fondi o peggio non poterli distribuire equamente ai cittadini o alle cittadine che ne hanno diritto.
Questa volta la “truppa” del Direttore generale Arturo Cavaliere si è superata. Il bando per i contributi per i prodotti sostitutivi al latte materno è stato pubblicato il 30 dicembre 2025 e le domande andavano presentate dalle mamme entro il 31 dicembre 2025.
Un capolavoro. Un bando della durata di un solo giorno e senza la benchè minima pubblicizzazione. Questo hanno partorito, è il caso di dirlo, i dirigenti della ASL di Frosinone.
Ma di cosa si tratta? La Regione Lazio, tramite il Ministero della Salute prevede dei contributi alle donne che in una situazione di malattia patologica non possono allattare e per questo motivo sono costrette ad acquistare prodotti alternativi al latte materno, come il latte in polvere.
Queste spese che le mamme sostengono possono essere rimborsate partecipando all’avviso pubblico, presentando una domanda che prevede una serie di documenti e di requisiti per rientrare nel rimborso.

La somma prevista per le mamme della ciociaria era di 35 mila euro e 655 euro. Una somma valutata sullo storico precedente e sui neonati vivi risultati dagli atti di nascita, che prevede un rimorso massimo di 400 euro per ogni bambino entro i sei mesi di vita. Ma questo bando, sicuramente andava pubblicato mesi prima della fine dell’anno.
Invece, non si sa perchè, la Asl ha pubblicato il bando il 30 dicembre 2025, ma la scadenza per la presentazione delle domande è stata fissata per il giorno dopo, ovvero il 31 dicembre.
Per aderire al bando le mamme avrebbero dovuto consegnare entro il 31 dicembre la documentazione attestante i requisiti, ovvero la certificazione di uno degli stati patologici e la dichiarazione ISEE entro i 30 mila euro.
Un bando che dura un giorno e se verranno erogati dei contributi, ammesso che siano arrivate delle richieste, sarebbe un vero record. A quanto ci risulta, sembrerebbe che una sola domanda sia stata presentata al riguardo.
Al di la dell’ironia, è evidente che qualcosa nell’organizzazione della ASL di Frosinone non funzioni proprio e prima di rimettere le cose a posto, il dr Cavaliere dovrà probabilmente sudare le proverbiali sette camicie.

Un bando che dura un giorno, serve solo per giustificarsi di fronte alla Regione, per dire lo abbiamo pubblicato, ma senza benefici per le mamme.
Eppure una misura del genere andrebbe pubblicizzata a dovere, sostenuta, resa il più possibile conosciuta, al fine di saturare, magari, le somme impegnate. Tra l’altro nella delibera è dato risalto e si esortano tutti i distretti ad una diffusa pubblicizzazione del bando stesso. Ora sarà anche vero che la natalità è in decrescita, ma è pur vero che magari situazioni di disagio tra le neo mamme, potrebbero essere di più di quello che si pensi.
Questa vicenda dimostra lo scarso interesse della ASL di Frosinone verso queste tematiche di carattere sociale e che invece dovrebbero caratterizzare l’azione dei manager pubblici della Sanità.



