La ASL Roma 6 si prepara al nuovo anno con l’obiettivo di costruire una sanità pubblica sempre più moderna e accessibile. Il Direttore Generale Giovanni Profico ha sottolineato che il 2026 sarà un momento chiave per la sanità di prossimità, grazie all’apertura programmata di 11 Case della Comunità e 6 Ospedali di Comunità.
Secondo Profico, questo intervento rappresenta non solo un miglioramento infrastrutturale ma un vero cambiamento culturale: «L’apertura delle 11 Case della Comunità e dei 6 Ospedali di Comunità rappresenta un cambiamento culturale, non solo infrastrutturale: significa portare i servizi nei luoghi della vita quotidiana, semplificare l’accesso alle cure, rafforzare la presa in carico e costruire fiducia».
L’attenzione è rivolta a rendere i servizi sanitari più accessibili e adatti a rispondere a una popolazione che vive in un territorio vasto e in continua trasformazione.
Parallelamente al rafforzamento della rete sul territorio, la ASL Roma 6 prevede l’attivazione di nuovi reparti e servizi, il potenziamento di quelli esistenti e investimenti mirati sull’innovazione sia organizzativa che professionale.
«La sanità del futuro – prosegue Profico – è una sanità di rete: nessun presidio è un’isola, nessun professionista agisce da solo. Solo attraverso l’integrazione tra ospedale e territorio, tra operatori e cittadini, possiamo garantire risposte efficaci e appropriate».
Il direttore pone le persone – cittadini e professionisti della sanità – al centro di questa trasformazione, ribadendo il valore del lavoro quotidiano svolto con dedizione dagli operatori sanitari e amministrativi. «Il nostro impegno – conclude – è continuare a costruire una sanità pubblica vicina, connessa e capace di prendersi cura delle comunità. Una sanità che non lascia indietro nessuno».
Con il nuovo anno, la ASL Roma 6 rinnova così il proprio augurio e la promessa di un servizio sempre più vicino alle necessità del territorio.


