Sarà la sezione distacca di Latina del TAR a doversi esprimere se la nomina del neo Direttore della ASP di Frosinone e se l’accesso agli atti parzialmente concessi siano stati corretti. Una vicenda di cui avevamo già anticipato gli scenari nei precedenti articoli e che adesso vedrà il suo epilogo al Tar, dopo che uno dei quattro candidati ha deciso di rivolgersi al tribunale amministrativo per verificare se sussitono i requisiti richiesti per la nomina a dirigente.
Ad assisterlo sarà l’avvocato Francesco Scalia professore di diritto amministrativo. Un ricorso, quello presentato dall’avvocato Scalia particolarmente circostanziato che il Tar del Lazio dovrà valutare in maniera puntuale.
Il nodo della vicenda risale alla procedura di selezione per la figura del Direttore dell’ASP di Frosinone che eroga servizi all’infanzia e alla terza età su tutto il territorio provinciale. Nella procedura di selezione era prevista la presentazione dei titoli professionali, tra i quali quello di aver svolto per cinque anni almeno incarichi di dirigenza.
La selezione, dopo la prima fase, ha visto l’individuazione di quattro possibili candidati al rulo, ma la commissione, secondo una valutazione sulla quale il Tar si dovrà esprimere sulla correttezza, ha deciso di ammetterne solo due a dei colloqui conoscitivi, non previsti dall’avviso di selezione. A seguito di questa valutazione la commissione ha poi individuato l’attuale Direttore che ha preso servizio dal primo settembre.
Proprio l’individuazione di questo candidato ha fatto sollevare delle perplessità che sono sfociate in una prima richiesta di accesso agli atti, parzialmente riconosciuti dalla ASP al ricorrente e che si è trasformato in ricorso legale.
La contestazione maggiore sarebbe rappresentata dal fatto che, secondo il ricorrente e l’avvocato Scalia, il neo direttore non avrebbe maturato l’esperienza di cinque anni di dirigenza, come previsto dalla selezione.
E’ questo un passaggio significativo perchè se il Tar dovesse certificare che non sussitano i requisiti, di fatto la nomina sarebbe inficiata.
Tuttavia il ricorrente prima di promuovere azione al Tar aveva inviato una richiesta di accesso agli atti molto circostanziata e puntuale alla ASP relativamente a tutti i documenti del candidato risultato idoneo, a tutte le comunicazioni e agli atti della commissione.
Atti che però solo parzialmente sarebbero stati consegnati al ricorrente, non sufficienti per avere contezza della sua richiesta. Per questo motivo il ricorso al TAR, che dovrà anche definire se l’ASP ha rispettato la normativa sull’accesso agli atti.
Insomma anche in questo caso saranno le aule di giustizia a decidere se gli atti e se le procedure di selezione della commissione dell’ASP abbiano rispettato tutti i crismi previsti.
Intanto le attività dell’ASP sarebbero già cominciate con il concomitante avvio dell’anno scolastico, la riapertura degli asili e con esso le attività collaterali. Proprio in questi giorni è arrivata anche una buona notizia, visto che la Regione Lazio ha deciso di rimuovere il commissariamento dell’azienda speciale nominando il presidente. La scelta è ricaduta su Federica Aceto, già vicesindaco di Ceccano nella giunta Caligiore, con la delega ai servizi sociali che avrà il compito di coordinare i servizi per le 12 strutture che costituiscono l’ASP di Frosinone.
Per il neo Presidente questo ricorso al Tar rappresenta il primo grattacapo di cui si dovrà occupare nelle prossime settimane.






