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Home » Notizie » Lazio » Aspal “Le aziende boschive meritano rispetto. Noi giardinieri dei boschi dei Castelli”

Aspal “Le aziende boschive meritano rispetto. Noi giardinieri dei boschi dei Castelli”

Eugenio SiracusaEugenio Siracusa14/02/2025 ore 07:194 Mins Read Lazio
Il gruppo delle aziende boschive iscritte all'Aspal
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Non ci stanno le aziende boschive ad essere etichettate come coloro che distruggono i boschi e il loro habitat. Le azioni a difesa del territorio da parte delle associazioni e comitati ambientalisti, crea difficoltà anche alle aziende che, nel rispetto di leggi e regolamenti, tengono fede alla salvaguardia ambientale.

E’ in corso, quindi, una “querelle” su due modi diversi di intendere l’ambiente e la sua tutela, ma di certo le aziende boschive presenti in Aspal ci tengono a puntualizzare il proprio punto di vista.

E’ il vicepresidente dell’Aspal con delega all’attività boschiva, Piero Valeri ad affrontare il problema. “Intanto chiariamo che ci sono anche altre associazioni boschive che rispettiamo ma noi abbiam la nostra posizione in materia. Senza giri di parole anche noi riteniamo che non si possa girare nei boschi con mezzi da 200-300 quintali, non va bene.”

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il decano delle aziende boschive Piero Valeri

“Così come è necessario per la sicurezza complessiva che siano a carico dei comuni e degli enti proprietari la gestione e la manutenzione delle piste primarie e deve essere competenza delle imprese la manutenzione delle piste secondarie per lavorare in sicurezza” Prosegue Valeri che però non ci sta alle accuse indiscriminate alle imprese

“Le aziende boschive meritano rispetto, negli ultimi mesi gli operatori forestali dei castelli romani vengono accusati ingiustamente di speculare sul territorio e di compromettere la salute dei nostri boschi.” Si legge anche nella nota dell’Aspal divisione boschiva.

“E fondamentale chiarire che la gestione del Castagno da legno, praticata da secoli nei boschi del vulcano laziale rappresenta una tradizione forestale che non solo produce legname in modo sostenibile, ma è stata ed è tuttora fonte di occupazione, seppure ultimamente è difficile reperire nuove maestranze.”

“E’ grazie all’attività tradizionale delle storiche Aziende Forestali che operano sul territorio che viene scongiurata la pratica invasiva della produzione di biomassa energetica, ad eccezione delle “fascine” di castagno utilizzate nei forni a legna del territorio per la cottura del pane di Lariano e del circondario.”

Una foto d’epoca di boscaioli

“I termini “disboscamento” e “deforestazione” equivalgono ad “eradicazione” totale della ceppaia, al contrario “ceduazione” o “taglio ceduo” riguardano la pratica secolare ben consolidata che permette di utilizzare le piante che ciclicamente crescono sulle ceppaie e che dopo tempi prestabiliti e dettati da norme di legge forestale, potranno di nuovo essere utilizzate nel rispetto delle caratteristiche botaniche del castagno.” Puntualizza la nota dell’Aspal.

“Il sistema permette che l’apparato radicale e le ceppaie, rimanendo intatte favoriscono la rigenerazione naturale, garantendo così la continuità dei nostri boschi.” Prosegue nella spiegazione Aspal

“Questa tecnica, applicata da secoli, ha dimostrato di essere sostenibile, senza intaccare, anzi favorendo la ricrescita della massa legnosa ed imprigionando la CO2.”

“In un contesto in cui l’alternativa all’impiego di materiali non sostenibili come cemento plastica e ferro ecc., il castagno si distingue per le sue proprietà ecologiche, ecosostenibili e per il ciclo virtuoso che crea.” Aggiunge la nota dell’associazione di categoria.

“Dalla gestione Forestale responsabile, alla produzione di materiali edili compatibili, tutto il processo è orientato verso la salvaguardia del territorio e lo sviluppo locale favorendo inoltre la produzione Nazionale e riducendo le spese di importazioni dall’estero, aggiungiamo che la “qualità” dei nostri boschi, richiama operatori provenienti anche da altre province e che il nostro Castagno è apprezzato in Italia e in Europa.” Fa notare l’Aspal.

“Il risultato di tutto quanto espresso permette ai bilanci dei comuni e dei privati proprietari di boschi, importanti risorse economiche che per quanto riguarda i comuni possono utilizzarli a favore delle rispettive comunità.“

“Lo stato di conservazione attuale del patrimonio forestale del Monte Artemisio e del Vulcano Laziale è riconosciuto come sito di importanza comunitaria (SIC), riteniamo che il merito debba essere riconosciuto anche al ruolo delle Aziende Boschive nel mantenimento e la salvaguardia ambientale del nostro territorio, tanto che alle stesse ditte debba essere riconosciuto il titolo di “Giardinieri dei Nostri Boschi” ed all’associazione “ASPAL divisione Boschiva” l’onore e l’onore di rappresentarle.” Conclude la nota

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Eugenio Siracusa

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