Importanti novità per il Servizio di Assistenza Domiciliare del Comune di Latina. Ieri la IX Commissione della Regione Lazio, presieduta da Angelo Orlando Tripodi, ha ascoltato le Organizzazioni Sindacali FP CGIL, CISL FP e UIL FP per affrontare la situazione di crisi che interessa il settore e che ha portato alla proclamazione dello stato di agitazione dei lavoratori impiegati nelle cooperative che gestiscono il servizio.
All’audizione hanno partecipato, per il Comune di Latina, l’assessore Maurizio Galardo e la dirigente Emanuela Pacifico. Per le organizzazioni sindacali erano presenti i segretari generali Vittorio Simeone, Enza Del Gaudio e Ida De Masi, insieme a una rappresentanza dei lavoratori.
I sindacati: «Situazione non più sostenibile»
Nel corso dell’incontro le organizzazioni sindacali hanno illustrato le criticità che da oltre un anno interessano il servizio, evidenziando ricadute sia sulla qualità dell’assistenza agli utenti sia sulle condizioni economiche e professionali degli operatori.
Assistenza domiciliare a Latina, dalla Commissione regionale segnali per il rilancio del servizio e il recupero salariale dei lavoratori.Tra le richieste avanzate figurano il potenziamento del servizio in relazione all’elevato numero di utenti assistiti, il ripristino delle 26 ore settimanali previste nel precedente appalto e il superamento degli interventi domiciliari frammentati, con prestazioni di durata minima pari a un’ora distribuite sull’intera settimana.
Secondo quanto evidenziato dai sindacati, i lavoratori avrebbero subito una riduzione salariale media compresa tra 300 e 400 euro al mese. Una situazione aggravata dalle spese sostenute per l’utilizzo dei mezzi propri e dal mancato riconoscimento del tempo impiegato negli spostamenti tra un assistito e l’altro.
È stato inoltre richiesto al Comune di Latina di attivare il cosiddetto “quinto d’obbligo” previsto dagli atti di gara, considerato uno strumento immediatamente utilizzabile per migliorare le condizioni del servizio.
Le aperture annunciate dal presidente Tripodi
Al termine del confronto, il presidente della IX Commissione regionale, Angelo Orlando Tripodi, ha annunciato una serie di iniziative che potrebbero incidere in maniera significativa sul futuro dell’assistenza domiciliare nel Lazio.
Tra queste, la definizione di un nuovo Accordo Quadro regionale per l’assistenza domiciliare, fermo al 2013, destinato a fornire linee guida aggiornate per i futuri affidamenti dei servizi.
Particolarmente rilevante l’annuncio relativo alla volontà di presentare un emendamento alla prossima variazione di bilancio regionale con l’obiettivo di ripristinare le 26 ore settimanali per gli operatori del settore. Una misura che consentirebbe di ampliare l’assistenza domiciliare, superare gli interventi di soli trenta minuti e garantire una copertura più estesa durante la settimana.
Tra le proposte emerse anche la possibilità di attivare percorsi di formazione retribuita finalizzati alla riqualificazione professionale continua degli operatori.
Galardo: «Passaggio determinante per affrontare le criticità»
Nel corso dell’audizione l’assessore al Welfare del Comune di Latina, Maurizio Galardo, ha definito la convocazione della Commissione un momento importante per affrontare una situazione complessa e delicata.
Secondo l’assessore, tutti i soggetti coinvolti stanno operando con senso di responsabilità e con la volontà di individuare soluzioni concrete in grado di garantire sia la qualità dell’assistenza sia la tutela dei lavoratori.
Attesa per la variazione di bilancio del 15 luglio
L’incontro viene considerato dai sindacati un primo passo verso la costruzione di un percorso condiviso per il rilancio del servizio di assistenza domiciliare.
L’attenzione ora si concentra sulla variazione di bilancio regionale prevista per il prossimo 15 luglio, dalla quale potrebbero arrivare le risorse necessarie per tradurre gli impegni annunciati in misure concrete.
Per FP CGIL, CISL FP e UIL FP, il risultato più significativo ottenuto durante l’audizione è il riconoscimento istituzionale delle problematiche segnalate dai lavoratori e l’avvio di un confronto finalizzato a restituire qualità all’assistenza, stabilità occupazionale e dignità salariale a un settore considerato fondamentale per il sostegno alle persone più fragili della comunità.





