Tornano le tensioni tra i soci della Banca Popolare del Lazio in vista dell’assemblea del 26 aprile 2026 per il rinnovo del CdA. A sollevare le criticità è l’associazione SociInsieme, guidata da Roberto Ficcardi, che richiama scenari già vissuti nel sistema bancario italiano, citando i casi di Banca Etruria e Banca Popolare di Vicenza.
Ispezioni e criticità: i dubbi dei soci
Al centro delle preoccupazioni, l’efficacia dei controlli della Banca d’Italia. L’ispezione antiriciclaggio (AML), avviata nel 2021 e conclusa nel 2024 con esito soddisfacente, non avrebbe però rassicurato i soci.
“Nel 2025 si sono comunque registrate sospensioni di dipendenti, sanzioni disciplinari e un patteggiamento da parte della banca”, afferma Ficcardi, sottolineando come ulteriori verifiche della Vigilanza non siano state rese pubbliche.
Secondo l’associazione, persistono criticità anche nella gestione e nell’interpretazione delle normative, con particolare riferimento alla legge 285/93 e al cumulo di incarichi apicali.

“Serve un cambio di governance”
Per SociInsieme, il mancato raggiungimento degli obiettivi del piano industriale e il raddoppio dei costi – dovuto alla duplicazione di consigli di amministrazione e direzioni generali – rendono necessario un cambio ai vertici.
“Un’analoga continuità gestionale si verificò anche nelle banche poi fallite”, si legge nella nota, con il timore che si stia ripetendo lo stesso schema.
Assemblea e scontro sul voto
L’associazione ha presentato una lista alternativa per il rinnovo del CdA e ha depositato presso il Tribunale un ricorso ex art. 700 c.p.c. per chiedere l’introduzione del voto segreto nelle deliberazioni assembleari, previsto dallo statuto ma mai applicato.
Parallelamente, SociInsieme ha scritto alla Banca d’Italia e alla società di revisione Deloitte, chiedendo attenzione sui rischi operativi e reputazionali e sulla corretta rappresentazione dei dati di bilancio.
Segnalazioni su deleghe e possibili irregolarità
Tra le accuse più gravi, anche presunte pressioni per la raccolta di deleghe in bianco, che – secondo l’associazione – potrebbero configurare violazioni dell’articolo 2636 del codice civile in materia di illecita influenza sull’assemblea.
Una pratica che, se confermata, metterebbe in discussione la trasparenza del voto e la libera espressione dei soci.
Il programma di SociInsieme
L’associazione propone una linea alternativa basata su:
- ritorno a una gestione territoriale ed efficiente
- riduzione dei costi e delle duplicazioni organizzative
- razionalizzazione delle partecipazioni strategiche
- valorizzazione delle azioni e apertura a nuovi mercati
- ricerca di partner industriali
- maggiore coinvolgimento dei soci attraverso comitati territoriali
In lista anche professionisti con esperienza nel settore bancario, tra cui l’avvocato Gudaldi e la dottoressa Bruschini.
Verso l’assemblea decisiva
Il confronto si fa sempre più acceso in vista dell’assemblea del 26 aprile, che potrebbe segnare un passaggio cruciale per il futuro della banca. Al centro restano governance, trasparenza e fiducia dei soci, in un clima che richiama alla memoria alcune delle pagine più delicate della recente storia bancaria italiana.






