A Valle Castellana, borgo di poco più di 800 abitanti in provincia di Teramo, il pieno costa meno che altrove grazie a una scelta decisamente particolare: il distributore di carburante è gestito direttamente dal Comune. L’unica area di servizio del paese, immersa nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, è infatti passata sotto il controllo dell’amministrazione, che ha scelto di vendere benzina e gasolio sostanzialmente a prezzo di costo. Sui social è già stata ribattezzata “la benzina del sindaco”.
Il meccanismo è semplice: il Comune acquista il carburante e lo rivende senza applicare il margine che normalmente un gestore privato deve aggiungere per sostenere l’attività. Alla pompa questo si traduce in un risparmio che può oscillare tra 10 e 20 centesimi al litro rispetto a un normale self-service.
I prezzi esposti si aggirano intorno a 1,75 euro al litro per la benzina e 1,89 euro per il diesel, cifre che, in una fase caratterizzata da costi ancora elevati per gli automobilisti, possono fare la differenza.
Il distributore comunale per evitare l’isolamento
La gestione pubblica non sarebbe nata come semplice operazione promozionale, ma dalla necessità di evitare la chiusura dell’ultimo punto di rifornimento del territorio.
Valle Castellana conta una quarantina di frazioni sparse in un’area montana e il distributore rappresenta un servizio essenziale non soltanto per i residenti. A utilizzarlo sono anche pendolari, lavoratori impegnati nei cantieri della ricostruzione post-sisma e turisti che frequentano le montagne teramane.
Perdere anche questo servizio avrebbe significato costringere gli abitanti a percorrere decine di chilometri per fare rifornimento, con un ulteriore aggravio per un territorio già alle prese con spopolamento e difficoltà di collegamento, fenomeni ulteriormente accentuati dal terremoto del 2016.
Come funziona la “benzina del sindaco”
Vendere il carburante quasi a prezzo di costo non significa necessariamente lavorare in perdita. Una parte consistente del prezzo pagato alla pompa è infatti costituita da accise e IVA, mentre il margine sulla vendita del carburante rappresenta soltanto una parte del prezzo finale.
Rinunciando al proprio ricarico e gestendo direttamente l’impianto, il Comune può quindi mantenere prezzi più contenuti, cercando contemporaneamente di coprire i costi necessari al funzionamento del servizio.
La gestione pubblica comporta comunque un impegno operativo importante: dall’acquisto del carburante al controllo dei serbatoi, fino alla gestione quotidiana dell’area di servizio.
Gli incassi crescono: nel 2025 circa 500mila euro
I numeri registrati dall’attività mostrano una crescita significativa del giro d’affari. Nel 2025 gli incassi sarebbero arrivati a circa 500mila euro, contro i 75mila euro del primo anno di gestione.
Un dato che, però, non può essere automaticamente interpretato come utile per le casse comunali. L’aumento degli incassi riflette infatti anche l’andamento dei prezzi dei carburanti e, soprattutto, il maggiore numero di rifornimenti effettuati.
La possibilità di acquistare carburante a prezzi competitivi ha inoltre attirato automobilisti anche dai territori vicini. C’è persino chi, da Ascoli Piceno, sceglie di raggiungere Valle Castellana proprio per fare il pieno.
Un servizio contro lo spopolamento che diventa un modello
Quella che era nata soprattutto come una soluzione per evitare la perdita di un servizio essenziale potrebbe quindi trasformarsi in qualcosa di più.
La “benzina del sindaco” sta attirando l’attenzione proprio perché dimostra come, in determinati contesti, la gestione pubblica di un servizio possa diventare uno strumento per mantenere vivo un piccolo centro e, allo stesso tempo, offrire un vantaggio economico agli automobilisti.
In un territorio montano dove ogni servizio che chiude rischia di aumentare ulteriormente l’isolamento delle comunità, il distributore comunale di Valle Castellana rappresenta così un esperimento particolare: il Comune non punta semplicemente a fare cassa, ma a mantenere sul territorio un servizio considerato essenziale.
E il fatto che oggi alcuni automobilisti arrivino anche da fuori comune per fare rifornimento potrebbe trasformare quella che era una necessità in un modello da osservare anche per altre aree interne.
Una idea che potrebbe essere inserita, per esempio, nei vari truck village che sono presenti a Colleferro e a breve anche a Frosinone.





