In Consiglio comunale, il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) torna a sollevare una questione che sta generando forte disagio economico e sociale tra numerose famiglie: la sospensione del bonus nido per i bambini iscritti ai nidi famiglia autorizzati dal Comune di Velletri dal 2017.
Il capogruppo Sergio Andreozzi ha ripercorso l’intera vicenda nel corso della seduta odierna, evidenziando quello che definisce un grave errore interpretativo da parte degli uffici e della Regione Lazio.
Andreozzi: “Autorizzazioni valide fino al 2040, l’INPS non può chiedere i rimborsi”
Il cuore del problema riguarda il riconoscimento delle autorizzazioni ai nidi famiglia costituiti nel 2017 sulla base di un regolamento comunale, successivamente confermato dalla legge regionale 7/2020.
In particolare, l’articolo 56 della legge stabilisce chiaramente che “i servizi educativi autorizzati prima dell’entrata in vigore della legge mantengono validità per 20 anni”, cioè fino al 2040.
Nonostante questo, a marzo 2025, una circolare ha improvvisamente bloccato l’erogazione del bonus INPS, sostenendo che le strutture non sarebbero più in regola per il numero di bambini accolti. Incredibilmente, l’INPS ha chiesto la restituzione dei rimborsi percepiti negli ultimi 5 anni da parte delle famiglie.
“Stiamo scherzando? – ha tuonato Andreozzi – Parliamo di famiglie che hanno agito sempre nella legalità, sulla base di atti comunali e regionali. Ora si trovano penalizzate per un cambio di interpretazione, senza nemmeno un atto formale che giustifichi tutto questo”.
L’assessora Neri conferma: “Il quadro normativo dà ragione ad AVS, ma la Regione risponde diversamente”
Interpellata nel corso della seduta, l’assessora Ilaria Neri ha confermato la ricostruzione di Andreozzi, spiegando che la Regione Lazio ha risposto alla richiesta del Comune sostenendo che l’ordinanza regionale ha valore prevalente, pur riconoscendo che “la legge può essere soggetta a interpretazione”.
Una posizione che AVS contesta con forza. “La legge è legge e va rispettata, soprattutto quando si tratta di diritti dei minori”, hanno dichiarato in una nota Marina Favale e Massimo Morassut, portavoce di Europa Verde – AVS.
AVS: “Il Comune faccia valere i diritti dei cittadini. Serve un atto ufficiale”
Per AVS, il Comune deve ora ricorrere al Collegio dell’Avvocatura e chiedere il riconoscimento formale della validità delle autorizzazioni esistenti, come previsto dalla normativa regionale. Senza un atto ufficiale che annulli le precedenti SCIA, non si può parlare di irregolarità e nessun rimborso dovrebbe essere richiesto.
Il gruppo promette battaglia: “Non ci arrendiamo – ha dichiarato Andreozzi – e continueremo a difendere il diritto delle famiglie a ricevere il bonus nido, così come previsto dalla legge regionale. Il Comune deve assumersi le proprie responsabilità e pretendere chiarezza dalla Regione”.






