← Torna a Aprilia
Aprilia

Borghi rurali di Aprilia senza bus, i cittadini si rivolgono al Prefetto: “15 giorni per intervenire”

Di Eugenio Siracusa • • • Aprilia

Aprilia
Il Comune di Aprilia

Trasporto pubblico insufficiente, collegamenti mancanti con Campoleone Scalo, disagi per studenti e pendolari e una situazione di degrado che, secondo i residenti, alimenterebbe anche il senso di insicurezza. È il quadro denunciato dal Comitato di Quartiere Borghi Rurali, che ha inviato una lettera aperta alla Prefetta di Latina Vittoria Ciaramella e alle Commissarie straordinarie del Comune di Aprilia.

Al centro della protesta c’è soprattutto l’assenza di un collegamento adeguato tra la zona dei Borghi rurali e il resto del territorio. Il Comitato parla di circa 6mila residenti coinvolti e cita, tra le aree interessate, i consorzi Sassi Rossi, Colli del Sole e Tre Colli e le vie Tufello, Apriliana, Dei Rutuli e Torrebruna.

Collegamenti insufficienti per scuole e pendolari

Secondo quanto riportato nella lettera, i residenti lamentano l’assenza di un servizio diretto verso Campoleone Scalo e collegamenti giudicati insufficienti con le scuole e il centro di Aprilia.

Una situazione che, sempre secondo il Comitato, costringerebbe numerose famiglie a utilizzare quotidianamente l’automobile per accompagnare i figli a scuola. Il problema si concentra soprattutto nelle fasce orarie di ingresso e uscita dagli istituti scolastici.

Tra le 7.30 e le 8.15 e nelle ore comprese tra le 12 e le 14, la maggiore presenza di automobili provocherebbe, secondo la denuncia dei residenti, forti rallentamenti sulla Nettunense e nelle strade del centro di Aprilia, con difficoltà anche nella ricerca dei parcheggi.

Il Comitato segnala inoltre situazioni di doppia fila e possibili ripercussioni sulla circolazione dei mezzi di soccorso.

La richiesta: collegare Borghi rurali alla stazione di Campoleone

Uno dei punti principali della richiesta riguarda il collegamento con la stazione ferroviaria di Campoleone Scalo, considerata dai residenti un nodo fondamentale per raggiungere Roma e Latina.

Per il Comitato, l’assenza di un servizio di trasporto pubblico adeguato penalizza soprattutto chi si sposta quotidianamente per lavoro, studio o università.

La proposta avanzata è quella di garantire almeno un servizio minimo di andata e ritorno articolato in tre fasce orarie: 6.30-8, 13.30-14.30 e 18-20.

Nella lettera viene inoltre evidenziata la questione dei parcheggi a pagamento della stazione di Campoleone, per i quali i residenti lamentano l’assenza di adeguati sistemi di custodia e videosorveglianza e segnalano episodi di furti e danneggiamenti.

Degrado e sicurezza, chiesto un intervento della Prefettura

La protesta non riguarda soltanto il trasporto pubblico. Il Comitato collega l’isolamento della zona anche a una serie di problematiche legate al degrado.

Nella lettera vengono segnalati episodi di abbandono di rifiuti, vandalismo, furti e fenomeni di microcriminalità. I residenti descrivono una situazione nella quale alcune aree sarebbero scarsamente presidiate e chiedono quindi un intervento anche sul fronte della sicurezza.

Per questo motivo il Comitato ha sollecitato l’attenzione della Prefettura e chiesto il coinvolgimento del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

“Quindici giorni per intervenire”

La richiesta è rivolta anche alle Commissarie straordinarie del Comune di Aprilia e alla Regione Lazio, attraverso l’assessorato competente in materia di trasporti.

Il Comitato chiede l’istituzione di un collegamento dedicato e la convocazione di un tavolo tecnico urgente con Cotral e Astral, con l’obiettivo di individuare una soluzione al problema dei collegamenti.

Nella lettera viene indicato un termine di 15 giorni. In assenza di risposte, il Comitato annuncia una manifestazione pubblica e pacifica in Piazza Roma ad Aprilia, alla quale dovrebbero partecipare residenti, famiglie, studenti, anziani e bambini.

“Non chiediamo privilegi, chiediamo il diritto di muoversi, di studiare, di lavorare”, è il messaggio lanciato dai promotori della protesta.

La vicenda dei Borghi rurali di Aprilia torna così al centro dell’attenzione, con i residenti che chiedono alle istituzioni un confronto urgente e soprattutto un servizio di trasporto pubblico ritenuto indispensabile per collegare la frazione alle scuole, alla città e alla rete ferroviaria.

Sostieni La Spunta

La Spunta nasce nel 2024 da un’esigenza molto semplice, ma per noi fondamentale: fare giornalismo, quello vero.

Un giornalismo che non debba rispondere a padroni, interessi particolari o piccoli gruppi di finanziatori. Un giornalismo che possa lavorare con la libertà necessaria per raccontare i fatti, fare domande, approfondire ciò che non funziona e dare voce alle persone che vivono un territorio.

Abbiamo scelto di partire dal Lazio perché è il territorio in cui viviamo. E proprio vivendo questi territori ci siamo accorti di quanto spesso vengano raccontati poco, o soltanto quando una storia riesce a diventare una notizia nazionale.

Ci sono invece comunità, associazioni, imprese, lavoratori e cittadini che ogni giorno costruiscono pezzi importanti della società e che meritano attenzione. Ci sono decisioni che incidono concretamente sulla vita delle persone e che hanno bisogno di essere raccontate, spiegate e approfondite.

La Spunta vuole essere lì.

Non semplicemente per raccontare quello che succede, ma per provare a fare del giornalismo un servizio utile alla cittadinanza.

Per noi fare giornalismo significa questo: aiutare a capire, controllare il potere, accendere una luce dove serve, dare strumenti alle persone per orientarsi e, quando possibile, contribuire concretamente a migliorare la comunità che raccontiamo.

Fare del bene attraverso il giornalismo.

È una visione che stiamo cercando di portare avanti ogni giorno e che vogliamo estendere a un territorio sempre più ampio.

Ma c’è un punto fondamentale: l’indipendenza ha un costo.

Fare inchieste, seguire i territori, mantenere una redazione, produrre contenuti e dedicare tempo alle storie che contano richiede risorse. E noi non vogliamo che quelle risorse arrivino da qualcuno che, domani, possa chiedere qualcosa in cambio.

Vogliamo costruire un rapporto diverso: diretto con i nostri lettori.

Noi vogliamo un modello di giornalismo locale che parta dalle persone, dai territori e da chi crede che un’informazione libera sia un bene comune.

La Spunta è nata per questo.

E oggi, per continuare a crescere senza perdere la propria indipendenza, ha bisogno del tuo sostegno.

Sostieni La Spunta

Articoli correlati

Vedi tutti →