Nuovo capitolo nello scontro politico sul Borgo Protetto di Cori. I consiglieri di minoranza Aristide Proietti, Germana Silvi ed Evaristo Silvi rispondono all’ex sindaco Tommaso Conti, contestando duramente le sue recenti dichiarazioni e riportando l’attenzione su una lettera ufficiale datata 2013.
Secondo i tre consiglieri, il documento – scritto su carta intestata del Comune di Cori, firmato e protocollato – dimostrerebbe che l’allora sindaco Conti era pienamente favorevole alla realizzazione del progetto del Borgo Protetto promosso da GIOMI e dalla società I Borghi d’Italia.
“Una posizione chiara, già dieci anni fa”
Nella missiva, ricordano i consiglieri, l’ex sindaco di Cori, Tommaso Conti scriveva testualmente che “questa amministrazione è favorevole alla realizzazione del progetto, vista la qualità e le prospettive che potrebbe creare sul territorio”, riferendosi al progetto del Borgo Protetto.
«Come va interpretata un’affermazione simile – attaccano Proietti, Silvi e Silvi – se non come un chiaro via libera politico alla realizzazione di un intervento mastodontico, con sbancamento di una collina, migliaia di metri cubi di nuovo cemento e un mega complesso residenziale?».
La minoranza sottolinea inoltre che, nella lettera, non si riscontra alcuna perplessità di natura urbanistica, ambientale o paesaggistica, malgrado già allora fosse evidente la destinazione agricola dell’area e la necessità di una variante al Piano Regolatore.
“Sapeva tutto: terreni, vincoli e sbancamenti”
Secondo i consiglieri, l’ex sindaco Conti nel 2013 era perfettamente consapevole che l’operazione prevedesse:
- l’acquisto progressivo dei terreni agricoli da parte di GIOMI;
- la costruzione a ridosso di un fosso e del cimitero;
- un intervento con pendenze impegnative e importanti opere di sbancamento;
- la necessità di modificare il PRG, che sull’area imponeva destinazione agricola.
Nonostante questo – affermano – l’allora sindaco avrebbe espresso un sostegno politico senza alcuna obiezione.
“Una lettera scritta a nome dell’intera amministrazione, senza averne il consenso”
La minoranza evidenzia anche un ulteriore elemento dell’affaire: nel 2013 una parte consistente della maggioranza Conti sarebbe stata contraria al progetto e avrebbe contribuito a bloccarlo.
«Per questo – spiegano – la sua missiva è ancora più grave: scrisse dichiarando la favorevole “questa amministrazione”, pur sapendo che il consenso non c’era. Un modo per forzare la mano?».
“I rapporti con GIOMI non si sono mai fermati”
I consiglieri respingono poi l’idea che tutto sia ripartito nel 2022, come sostenuto da Conti.
«I rapporti con GIOMI non si sono mai interrotti – affermano – né durante l’ultima sindacatura Conti, né nella prima di De Lillis. Il primo procedimento in Conferenza dei Servizi è del 2019: sono iter che non si costruiscono in poche settimane».
“Continuità politica dal 2013 a oggi”
La conclusione dei consiglieri è netta: dal 2013 ad oggi, tutte le amministrazioni avrebbero mantenuto una linea politica favorevole al Borgo Protetto, indipendentemente dai programmi elettorali, nei quali il progetto non sarebbe mai stato esplicitato.


