Tagli indiscriminati, abbattimento di alberi rari e distruzione di opere di compensazione ambientale nei boschi dei Castelli Romani. È un atto di accusa durissimo quello lanciato dal Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani, che denuncia nuovi interventi nel bosco comunale di Rocca di Papa, proprio nei giorni in cui le associazioni celebravano il weekend dedicato alle Foreste dei Castelli Romani.

Le segnalazioni hanno portato a una serie di sopralluoghi urgenti all’interno delle aree boscate comunali, dove sarebbero stati effettuati nuovi tagli di specie arboree di elevato pregio naturalistico. Un allarme che si inserisce in un contesto già segnato dal grave episodio del marzo 2023, quando oltre 10mila querce di alto fusto furono abbattute nell’area delle Faete, uno dei boschi più importanti del Parco Naturale dei Castelli Romani.
Dopo le Faete, nuove segnalazioni ignorate
Secondo il Coordinamento, dopo quella che viene definita una delle più gravi devastazioni forestali degli ultimi anni, le associazioni avevano presentato denunce formali agli enti competenti e avviato un confronto diretto con il Comune di Rocca di Papa – Ufficio Patrimonio Boschivo. L’obiettivo era chiaro: prevenire ulteriori danni e tutelare le aree più sensibili dal punto di vista ecologico.
Nel corso del 2024, tecnici e volontari delle associazioni ambientaliste hanno effettuato numerosi sopralluoghi, anche insieme a dirigenti comunali, segnalando con precisione la presenza di habitat delicati e specie rare che avrebbero dovuto essere escluse da qualsiasi intervento di taglio. Tentativi che, secondo il Coordinamento, non avrebbero sortito gli effetti sperati.
Un ecosistema unico compromesso
L’area delle Faete, interessata dai tagli del 2023, è caratterizzata dalle cosiddette “colate laviche”, un ambiente di eccezionale valore ecologico grazie alle particolari condizioni geologiche e al microclima mediterraneo. Qui si era sviluppato un habitat unico, con la presenza di sughere, erica arborea, corbezzolo e diverse specie di querce autoctone, tutte formazioni che avrebbero dovuto essere tutelate sin dall’istituzione del Parco Naturale dei Castelli Romani.
Secondo gli ambientalisti, questi ecosistemi risultano oggi gravemente compromessi, con un danno irreversibile al patrimonio naturale del territorio.

Abbattute anche querce rare segnalate
Tra gli episodi più contestati figura l’abbattimento di diversi esemplari di Quercus crenata, una quercia rara e relitta nei Castelli Romani. Nonostante le relazioni tecniche e le segnalazioni ripetute, questi alberi sarebbero stati inclusi nei lotti di taglio e abbattuti, senza alcuna misura di salvaguardia.
Un fatto che il Coordinamento definisce particolarmente grave, perché avvenuto dopo un lungo percorso di confronto con gli uffici comunali, finalizzato proprio a evitare danni irreparabili.
Distrutta una riforestazione di compensazione climatica
Ma la scoperta più preoccupante, fatta dal Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani è emersa durante i controlli successivi: un bosco di specie autoctone, realizzato come opera di compensazione ambientale per i lavori della funicolare, sarebbe stato completamente distrutto.
Quella riforestazione era stata progettata per compensare le emissioni di CO₂ generate dalla realizzazione della strada di collegamento della funicolare. Un intervento seguito e monitorato negli anni dallo stesso Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani, che ora denuncia anche un possibile spreco di denaro pubblico, trattandosi di un’opera finanziata con risorse collettive.

Chiesto un incontro urgente al Comune
Per il Coordinamento, quanto accaduto evidenzia una profonda contraddizione tra le dichiarazioni di tutela ambientale, gli impegni sulla biodiversità e sul clima e ciò che avviene concretamente nei boschi. Le associazioni ribadiscono che continueranno a unire azione legale, monitoraggio sul campo e dialogo istituzionale, chiedendo con forza l’adozione di un Piano per la Difesa e la Conservazione degli Ecosistemi Forestali dei Castelli Romani.
Intanto è stata avanzata la richiesta di un incontro urgente con l’assessore al patrimonio boschivo del Comune di Rocca di Papa per ottenere chiarimenti su quanto denunciato e scongiurare ulteriori danni al patrimonio naturale comune.


