Prosegue il confronto politico sul BRT Frosinone. A intervenire è Massimo Calicchia, segretario provinciale del PSI, che mette in discussione la scelta dell’amministrazione comunale di affiancare al nuovo sistema di trasporto anche un servizio di navette.
La domanda posta da Calicchia è diretta: “Perché il BRT e non le navette? Perché il BRT e non bus di piccole dimensioni?”
Il riferimento è all’ipotesi di un nuovo servizio di trasporto pubblico attraverso navette in partenza dai parcheggi situati sotto l’Amministrazione provinciale, con collegamenti verso i diversi settori del centro storico di Frosinone.

Calicchia: “Le navette sono una buona notizia, ma servano tutta la città”
Secondo Calicchia, il nuovo servizio potrebbe essere particolarmente utile a chi arriva a Frosinone dalla zona sud, mentre sarebbe più difficile immaginare l’utilizzo del parcheggio da parte di chi proviene da Alatri, Ferentino o Veroli.
“Noi Socialisti siamo pienamente d’accordo con l’utilizzo dei mezzi pubblici”, sottolinea il segretario provinciale del PSI, sostenendo però la necessità di puntare su mezzi elettrici di piccole dimensioni, in grado di raggiungere anche le zone periferiche senza modificare profondamente la viabilità cittadina.
La posizione del PSI è quindi chiara: “Insomma non avremmo fatto il BRT”.
Calicchia considera comunque positiva l’eventuale introduzione delle navette, chiedendo però se il servizio sarà limitato alla parte alta della città oppure se verrà esteso all’intero territorio comunale.
“Con le navette si sarebbero evitati traffico e perdita di parcheggi”
Nel ragionamento del segretario provinciale del PSI, l’utilizzo di navette più piccole avrebbe consentito di evitare alcune delle criticità attribuite al BRT Frosinone.
“Utilizzando le navette, al posto dell’enorme automezzo BRT ESSEGLIE’, si sarebbe di certo evitato di complicare notevolmente il traffico, di eliminare un gran numero di parcheggi e di spendere tanti soldi per un’opera che lascia sicuramente perplessi molti cittadini”, afferma Calicchia.
Secondo il dirigente socialista, inoltre, il sistema BRT non sarebbe adeguato alle caratteristiche della rete viaria di Frosinone.
A queste considerazioni ha risposto Sergio Verrelli, consigliere comunale di maggioranza.
Verrelli: “BRT e navette non sono alternativi”
Verrelli parte proprio dalla contrapposizione tra i due sistemi per chiarire la posizione dell’amministrazione.
“BRT e navette non sono alternativi. Sono due elementi diversi e complementari dello stesso progetto di mobilità”, sostiene il consigliere comunale.
La prospettiva, spiega, è quella di realizzare un sistema integrato nel quale il BRT Frosinone rappresenti la dorsale principale e le navette elettriche garantiscano invece il collegamento capillare con quartieri e periferie.
“Avremo il BRT e avremo le navette, perché svolgono funzioni differenti all’interno di un Trasporto Pubblico Locale che intendiamo completamente ridisegnare”.
La dorsale Stazione-De Matthaeis
Secondo Verrelli, il BRT avrà il compito di sostenere i flussi più consistenti lungo l’asse strategico Stazione-De Matthaeis.
I mezzi avranno una capacità di circa 90 passeggeri e saranno destinati principalmente a pendolari, studenti, lavoratori e utenti diretti verso scuole, uffici e servizi della parte bassa della città.
A questa dorsale dovrebbe collegarsi una rete di mezzi elettrici più piccoli, indicati in circa 8,30 metri di lunghezza, destinati alle aree nelle quali sarebbe meno funzionale utilizzare autobus di grande capacità.
“Grande capacità dove ci sono grandi flussi, mezzi più piccoli e agili dove occorre maggiore capillarità”, sintetizza Verrelli.
Le navette arriveranno anche nelle periferie
Il consigliere comunale porta anche un esempio concreto del possibile funzionamento della rete.
Dal nodo di piazza Martiri di Valle Rotonda-Parco Matusa, le navette potrebbero muoversi con frequenze cadenzate collegando strutture come ospedale, tribunale e liceo artistico.
Nella direzione opposta potrebbero raggiungere i parcheggi situati sotto l’Amministrazione provinciale, per poi servire in modo capillare il centro storico.
“Quindi sì: le navette serviranno anche la parte alta, ma non soltanto quella. Serviranno l’intera città, comprese le zone più periferiche”, chiarisce Verrelli.

Il nodo Cotral e i circa 2.000 studenti
Nel confronto sul BRT Frosinone entra anche il ruolo del Cotral.
La prospettiva dell’amministrazione, spiega Verrelli, è quella di ridurre progressivamente l’attraversamento urbano degli autobus Cotral, intercettando una parte significativa dei flussi attraverso il nuovo sistema di trasporto pubblico cittadino.
Secondo i dati citati dal consigliere, ogni giorno arriverebbero a Frosinone dall’esterno circa 2.000 studenti attraverso i servizi Cotral, ai quali si aggiungono pendolari e lavoratori.
Per Verrelli sarebbe quindi tecnicamente poco efficace affidare questi flussi esclusivamente a mezzi di piccole dimensioni.
“Non si possono trasferire numeri di questa dimensione su mezzi piccoli senza moltiplicare enormemente il numero delle corse e congestionare ulteriormente le strade”, sostiene.
Un BRT con una capacità di circa 90 passeggeri potrebbe invece assorbire, secondo il consigliere, il carico equivalente a quasi due autobus Cotral. Nei momenti di maggiore affluenza sarebbe inoltre possibile prevedere due BRT ravvicinati, aumentando la capacità di trasporto lungo la dorsale.

“Non aggiungere autobus, ma costruire una rete”
La differenza, secondo Verrelli, è quindi tra l’introduzione di nuove linee e la progettazione di un sistema complessivo.
L’obiettivo dichiarato non è aggiungere semplicemente nuovi autobus a quelli già presenti sulle strade cittadine, ma assegnare una funzione precisa a Cotral, BRT, navette, parcheggi di scambio e collegamenti con la stazione ferroviaria.
“Il nostro obiettivo non è aggiungere autobus a quelli che già attraversano Frosinone. È costruire una rete nella quale Cotral, BRT, navette, parcheggi di scambio e collegamenti con la stazione ferroviaria abbiano ciascuno una funzione precisa”.
Verrelli: “Il BRT è la dorsale, le navette le arterie”
Il consigliere di maggioranza riconosce a Calicchia un punto: la necessità di utilizzare mezzi più piccoli per raggiungere meglio quartieri e periferie. “È esattamente ciò che faremo”, afferma.
Ma proprio la necessità di una rete capillare, secondo Verrelli, rende indispensabile anche una dorsale ad alta capacità.
“Il BRT non sostituisce le navette e le navette non sostituiscono il BRT. Il BRT è la dorsale; le navette sono le arterie che da quella dorsale raggiungono il resto della città”.
Il confronto politico sul BRT Frosinone, dunque, si sposta dalla contrapposizione tra grandi e piccoli mezzi alla diversa concezione del sistema di mobilità urbana. Per Verrelli, la sfida è costruire una rete integrata capace di offrire un’alternativa concreta all’utilizzo dell’automobile.
“Se vogliamo davvero cambiare Frosinone, dobbiamo avere anche il coraggio di immaginare un sistema diverso da quello che abbiamo avuto fino a oggi”, conclude il consigliere comunale Sergio Verrelli.








