Il dibattito sul progetto BRT a Frosinone torna ad accendersi. A farlo è il Gruppo FutuRa, che tramite Teresa Petricca, membro della Commissione Ambiente, rinnova un giudizio già espresso nel 2024 e nel 2025: «Nulla è cambiato, se non in peggio».
Secondo FutuRa, quello che doveva essere un intervento strategico per la mobilità sostenibile si è trasformato in un progetto annacquato, privo di visione e ridotto a una disputa continua sul tracciato.
“Da rivoluzione green a circolare elettrica senza contesto”
Il BRT, nelle intenzioni iniziali, doveva essere parte di un piano più ampio di rigenerazione urbana, con l’obiettivo di:
- ridurre l’inquinamento atmosferico,
- alleggerire il traffico in una delle città con più auto pro capite in Italia,
- creare una mobilità alternativa realmente sostenibile.
Ma oggi – denuncia FutuRa – tutto si è ridotto a:
- cambi continui di percorso,
- discussioni su metri e centimetri,
- problemi legati ai mezzi, alle ciclabili e ai cantieri,
- un’opera percepita come scollegata da qualsiasi strategia complessiva.
«Il BRT è ormai una banale circolare elettrica di pochi chilometri, avulsa da un vero progetto di riqualificazione ambientale», afferma Petricca.
Una città che perde la grande occasione del PNRR
Secondo il Gruppo, i fondi europei del PNRR avrebbero potuto contribuire a un cambio di paradigma, accompagnando Frosinone verso una città più verde e vivibile. Invece – spiegano – ci si è arenati in scontri politici e appartenenze, dimenticando gli obiettivi ambientali e sanitari annunciati in origine.
«È stato smarrito il senso stesso del progetto: il risanamento urbanistico e ambientale. Concentrarsi solo sul percorso significa ignorare la mancata trasformazione della città».
Accuse all’amministrazione, ma anche alle opposizioni “a comando”
FutuRa punta il dito anche contro la gestione amministrativa, definita:
- approssimativa,
- confusa,
- incapace di proporre un progetto compiuto e coerente.
Ma non risparmia critiche neppure a parte dell’opposizione, accusata di sollevare polemiche “a intermittenza”, cambiare posizione sul tracciato a seconda delle convenienze e usare il tema BRT come arma di pressione politica.
“Il BRT così com’è va bandito. Servono vera visione e vocazione green”
La conclusione è netta: il BRT, così come configurato oggi, per FutuRa ha perso significato e andrebbe ripensato del tutto.
«Serve una trasformazione vera, non una disputa sul tragitto. Ambiente e salute devono tornare al centro, senza frammentare gli obiettivi né ridurre un piano strategico a un percorso di pochi chilometri».
Il dibattito, insomma, è tutt’altro che chiuso. E il BRT continua a essere uno dei nervi scoperti della politica frusinate, tra aspettative deluse, promesse mancate e un progetto che – secondo FutuRa – avrebbe potuto cambiare la città, ma che oggi appare più divisivo che trasformativo.


