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Frosinone

Bruno Zauli, diffida al Comune di Frosinone: “Verificare concessione, utenze e canoni”

Di Eugenio Siracusa • • • Prima pagina

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Una formale diffida al Comune di Frosinone per chiedere verifiche sulla gestione dell’impianto sportivo di atletica “Bruno Zauli”. A presentarla sono i consiglieri comunali Pasquale Cirillo di Forza Italia, Giovanni Martino e Petricca di FutuRa e Paolo Fanelli di Fratelli d’Italia, che hanno chiesto al dirigente competente, l’ingegner Ivano Petrillo, di accertare la regolarità della concessione affidata all’AICS Comitato di Frosinone.

Al centro dell’iniziativa ci sono la durata effettiva della concessione, il pagamento dei canoni, le utenze elettriche e idriche, gli obblighi di manutenzione dell’impianto e l’eventuale esistenza di presupposti per la revoca o la decadenza della concessione.

La richiesta è stata trasmessa anche al segretario generale del Comune di Frosinone, l’avvocato Mauro Andreone.

La concessione del Bruno Zauli

Secondo quanto riportato nella diffida, la convenzione sottoscritta dal Comune con l’AICS Comitato di Frosinone, riguardava la gestione dell’impianto di atletica “Bruno Zauli” di via Grappelli per le stagioni sportive 2020-2023.

L’articolo 4 della convenzione, richiamato dai consiglieri, stabiliva la decorrenza dell’affidamento dal 31 agosto 2020 e la scadenza al 31 agosto 2023.

I consiglieri sostengono che il rapporto concessorio sarebbe stato successivamente prorogato o comunque mantenuto in essere fino a marzo 2026 e chiedono quindi di conoscere gli atti amministrativi che avrebbero consentito la prosecuzione della concessione oltre la scadenza originaria.

In particolare, viene richiesta copia degli eventuali provvedimenti di proroga o rinnovo, oltre alle motivazioni giuridiche e amministrative alla base della prosecuzione del rapporto.

Nel mirino anche utenze e pagamenti

Un capitolo importante della diffida riguarda le utenze dell’impianto sportivo Bruno Zauli.

I consiglieri richiamano l’articolo 11 della convenzione, che pone a carico del concessionario il pagamento delle forniture energetiche necessarie, comprese energia elettrica, gas e acqua, prevedendo anche la voltura delle utenze.

Secondo la documentazione citata nella diffida ed in possesso dei consiglieri comunali, “l’AICS non avrebbe provveduto alla voltura della fornitura idrica e non risulterebbe aver sostenuto direttamente i relativi costi” scrivono i quattro consiglieri. Viene inoltre segnalato che, almeno nel 2021, “la fornitura elettrica dell’impianto sarebbe risultata ancora a carico dell’amministrazione comunale.” Aggiungono Cirillo, Martino, Petricca e Fanelli.

Da qui la richiesta di ricostruire con precisione chi abbia sostenuto i costi delle utenze dal 2020 a oggi e se eventuali spese che, in base alla convenzione, avrebbero dovuto essere sostenute dal concessionario siano invece gravate sul bilancio comunale.

I consiglieri chiedono inoltre di verificare se eventuali somme anticipate dal Comune siano state successivamente richieste e recuperate nei confronti dell’AICS.

Paolo Fanelli e Pasquale Cirillo

La verifica sui canoni concessori

La diffida chiede anche una ricognizione completa dei canoni di concessione.

La convenzione, secondo quanto riportato nel documento, prevedeva un canone di 101 euro al mese.

I consiglieri chiedono al Comune di fornire la documentazione relativa ai pagamenti effettuati dall’AICS per gli anni dal 2020 al 2026, indicando per ciascuna annualità:

  • l’importo dovuto;
  • le somme effettivamente versate;
  • le date dei pagamenti;
  • eventuali importi insoluti;
  • eventuali solleciti, contestazioni o richieste di pagamento avanzate dal Comune.

L’obiettivo è verificare se tutti gli obblighi economici previsti dalla convenzione siano stati rispettati.

Revoca o decadenza, la richiesta di verificare i presupposti

La diffida non chiede automaticamente la revoca della concessione, ma sollecita l’amministrazione a verificare se eventuali irregolarità accertate possano configurare inadempimenti tali da determinare la revoca, la decadenza o altra forma di cessazione del rapporto concessorio.

Tra gli aspetti indicati dai consiglieri figurano l’eventuale mancato pagamento delle utenze, la mancata voltura delle forniture, il pagamento delle bollette da parte del Comune in luogo del concessionario, il mancato o parziale pagamento dei canoni e l’eventuale prosecuzione della concessione oltre la scadenza senza un valido titolo amministrativo.

La richiesta riguarda anche la verifica delle garanzie previste dalla convenzione e dal disciplinare di gara, comprese le coperture assicurative e la cauzione definitiva.

Sotto esame anche la manutenzione della struttura

La diffida amplia poi il campo alle condizioni dell’impianto e agli obblighi di manutenzione.

I consiglieri chiedono di sapere se, durante il periodo di affidamento e l’eventuale successiva proroga, il Comune abbia effettuato sopralluoghi e verifiche presso il Bruno Zauli.

In caso affermativo, viene richiesta la trasmissione dei verbali, delle relazioni tecniche, delle eventuali contestazioni e delle prescrizioni impartite al concessionario.

Particolare attenzione viene riservata al manto della pista di atletica. I consiglieri chiedono una verifica tecnica sul suo attuale stato di conservazione e manutenzione, per accertare se la pista sia idonea e sicura per lo svolgimento delle attività sportive e conforme alla destinazione prevista dalla convenzione.

Qualora siano state riscontrate carenze o deterioramenti, la richiesta è di conoscere quali interventi siano stati prescritti, quali siano stati effettivamente realizzati e a chi siano stati imputati i relativi costi.

Chiesta una relazione completa al Comune

Nella parte conclusiva della diffida, i consiglieri chiedono al dirigente competente di trasmettere tutta la documentazione richiesta e una relazione riepilogativa sulla gestione del Bruno Zauli.

Il documento dovrà, secondo la richiesta, chiarire:

  1. la durata effettiva della concessione;
  2. gli eventuali atti di proroga o rinnovo;
  3. l’ammontare dei canoni dovuti e di quelli effettivamente versati;
  4. le somme sostenute dal Comune per le utenze idriche ed elettriche;
  5. gli eventuali importi da recuperare dal concessionario;
  6. gli eventuali inadempimenti accertati.

I consiglieri chiedono inoltre al segretario generale di vigilare, per quanto di competenza, sull’espletamento delle verifiche e sull’adozione degli eventuali provvedimenti conseguenti.

La diffida si conclude con la riserva di ulteriori iniziative nelle sedi istituzionali competenti, anche sulla base degli esiti degli accertamenti richiesti.

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