Terracina come una grande esposizione a cielo aperto, ma non per meriti artistici. È questa l’immagine, amara e provocatoria, descritta da Arcangelo Palmacci, segretario provinciale di Azione e referente locale di Terracina in Azione, che denuncia lo stato di degrado diffuso delle strade cittadine, trasformate in un vero e proprio mosaico di buche, avvallamenti e voragini.
Una situazione che, secondo Palmacci, va avanti da anni e che coinvolge l’intero territorio urbano: dalle strade centrali a quelle periferiche. «Ci sono buche storiche – sottolinea – sopravvissute a più amministrazioni, buche “giovani” nate da pochi giorni, buche nascoste dall’acqua e altre ben visibili al centro della carreggiata». Un dissesto che costringe automobilisti e motociclisti a continui slalom, aumentando il rischio di incidenti e danni ai veicoli.
Manutenzione insufficiente e interventi temporanei
Nel mirino della critica finiscono soprattutto gli interventi tampone, giudicati inefficaci. Riparazioni rapide, spesso realizzate con semplici rattoppi di catrame, che non risolvono il problema strutturale dell’asfalto. «Bastano poche piogge o un abbassamento delle temperature – evidenzia Palmacci – e le buche tornano, spesso più grandi di prima».
Una modalità di intervento che, secondo Azione, rappresenta una prassi consolidata ma sbagliata, incapace di garantire sicurezza, decoro urbano e vivibilità.
La provocazione: “La Biennale della Buca”
Da qui la provocazione, amara ma significativa: trasformare il dissesto stradale in una sorta di evento permanente, la “Biennale della Buca”, una mostra involontaria dell’incuria, aperta ventiquattr’ore su ventiquattro. Una metafora che punta a scuotere l’opinione pubblica e a richiamare l’attenzione delle istituzioni.
L’appello all’Amministrazione
Il messaggio finale è rivolto direttamente al sindaco, agli assessori e ai dirigenti comunali. «Non si può continuare a gestire l’emergenza con rattoppi – afferma Palmacci – serve una manutenzione seria e programmata. Meno annunci e più interventi strutturali, meno comunicati e più asfalto vero».
Le buche, conclude Azione, non possono essere considerate folklore urbano o una consuetudine accettabile: rappresentano un problema quotidiano che mette a rischio la sicurezza dei cittadini e il rispetto dovuto alla città di Terracina.


