La proposta di intitolare una via o una piazza di Latina ai Caduti di El Alamein continua a far discutere. Dopo l’iniziativa presentata dal capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Cesare Bruni, arriva la presa di posizione dell’ANPI Provinciale di Latina, che invita l’amministrazione a riconsiderare la decisione.
Secondo l’associazione partigiana, la storia deve essere raccontata nella sua completezza e non può essere riletta attraverso una chiave ideologica o politica. Per questo motivo, l’ANPI ritiene che un’intitolazione dedicata ai Caduti di El Alamein a Latina, priva di un adeguato contesto storico, rischi di trasmettere una memoria incompleta.
Il Monumento ai Caduti già presente a Latina
Nel documento diffuso dall’ANPI si ricorda che la città dispone già del Monumento ai Caduti di tutte le guerre, realizzato nel 1959 su iniziativa delle associazioni combattentistiche e collocato nel Parco Falcone e Borsellino.
Per l’associazione, questo elemento rende poco comprensibile la necessità di una nuova intitolazione dedicata esclusivamente ai caduti della battaglia di El Alamein.
Il ruolo della toponomastica nella memoria collettiva
L’ANPI sottolinea come la toponomastica rappresenti la “carta d’identità” di una città e ricorda che ogni intitolazione richiede un percorso amministrativo preciso, compresa l’autorizzazione della Prefettura.
Secondo l’associazione, attribuire il nome di una via, di una piazza o di un’area pubblica significa contribuire alla costruzione della memoria collettiva, soprattutto per le nuove generazioni. Da qui l’invito a valutare con attenzione ogni scelta, affinché sia coerente con la storia e con l’identità della comunità.
Il riferimento a Sandro Pertini e alle intitolazioni femminili
Nel documento viene citato anche l’esempio del Parco Sandro Pertini. Per l’ANPI, una semplice targa con il nome dell’ex Presidente della Repubblica non sarebbe sufficiente a raccontarne il ruolo storico durante il fascismo, nella Resistenza e nella vita istituzionale del Paese.
L’associazione rilancia inoltre il tema del riequilibrio di genere nella toponomastica cittadina, chiedendo un maggiore impegno delle istituzioni nel dedicare spazi pubblici alle donne che hanno contribuito alla nascita della Repubblica, alla Resistenza e ai lavori dell’Assemblea Costituente.
La richiesta al Consiglio comunale
Nella parte conclusiva del documento, l’ANPI ribadisce che il ricordo dei caduti merita rispetto e pietà, ma sostiene che la memoria della battaglia di El Alamein debba essere accompagnata da una ricostruzione storica completa, che tenga conto del contesto in cui quei giovani furono inviati a combattere nell’esercito dell’Asse durante la campagna d’Africa.
Per questo motivo, l’associazione rivolge un appello alle forze politiche, al Consiglio comunale, al presidente dell’assemblea e alla Giunta, chiedendo di rivedere la decisione assunta dalla Commissione Urbanistica sulla proposta di intitolazione ai Caduti di El Alamein a Latina.





