Sarà l’attore Francesco Pannofino, insieme all’orchestra del Liceo Musicale di Rieti, ad aprire la giornata inaugurale di Capitale Italiana della Cultura a Rieti, in programma mercoledì 21 gennaio al Teatro Flavio Vespasiano.
L’attore e l’Elena Principessa di Napoli Wind e Big Band Orchestra saranno tra i protagonisti dell’evento di apertura delle attività di Una grande avventura per Rieti, L’Aquila 2026 Capitale Italiana della Cultura, che prenderà il via alle ore 11.
Un racconto tra parole e musica
Pannofino e la giovane orchestra reatina si alterneranno in letture e brani musicali, dando vita a una narrazione che attraverserà i secoli per raccontare l’identità appenninica, evocandone storia, cultura e spiritualità.
Un progetto artistico pensato per valorizzare il territorio e le sue radici, mettendo al centro il dialogo tra generazioni, tra parola e musica, tra memoria e futuro.

Le parole dell’assessore Rosati
A sottolineare il valore simbolico dell’evento è stata l’assessore alla Cultura del Comune di Rieti, Letizia Rosati.
“L’evento di apertura di Una grande avventura per Rieti, L’Aquila 2026 Capitale Italiana della Cultura – ha dichiarato – vuole raccontare lo spirito sintetizzato dalla frase Un territorio, mille capitali ed esaltare quella volontà di combattere gli stereotipi che affliggono territori come i nostri, troppo spesso considerati incapaci di produrre e trasmettere cultura”.
L’assessore ha poi spiegato la scelta di affiancare un attore di grande esperienza come Pannofino a una giovane orchestra locale: “Abbiamo voluto dare spazio a un talento assoluto della scena italiana, ma allo stesso tempo offrire il palco più prestigioso a una giovane orchestra reatina, testimonianza di una realtà che non si è mai arresa, nemmeno dopo i tragici eventi sismici”.
Cultura come modello di rinascita
Secondo Rosati, il progetto condiviso con L’Aquila vuole rappresentare un nuovo modello di rinascita per i territori dell’Appennino, fondato sulla cultura come strumento di riscatto, crescita e coesione.
“Abbiamo deciso di tracciare una nuova strada insieme alla Città dell’Aquila – ha concluso – creando un modello di rinascita che ha nella cultura le sue fondamenta”.


