Il caro carburanti torna al centro dell’agenda del Governo. A parlare questa mattina è stato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto a «24 Mattino» su Radio 24.
«C’è un confronto tecnico in questo momento tra ministeri con un elenco di varie proposte», ha spiegato il ministro, sottolineando che la decisione finale spetterà alla Presidenza del Consiglio. Pichetto ha quindi richiamato il costo degli interventi adottati negli ultimi mesi: «Il bilancio dello Stato italiano non può mettere un miliardo al mese. Dobbiamo trovare un modo diverso di intervento».
Carburanti, dopo sei mesi il Governo cerca una nuova soluzione
Il tema è ormai aperto da mesi. Il primo intervento contro il caro carburanti risale a marzo, quando il Governo varò un taglio delle accise per contenere l’impennata dei prezzi. Nei mesi successivi sono arrivate numerose proroghe e nuovi interventi sul gasolio. Secondo una ricostruzione di ANSA, dall’inizio della crisi gli sconti generalizzati sono stati sette, per un costo complessivo superiore ai 2 miliardi di euro.
Già ad aprile Pichetto Fratin aveva indicato in quasi un miliardo di euro al mese l’onere del taglio delle accise per lo Stato, spiegando che una proroga permanente non avrebbe potuto essere finanziata aumentando il debito.
Ora il Governo sta quindi valutando strumenti alternativi, con l’obiettivo di spostare il sostegno da uno sconto generalizzato alla pompa verso misure più mirate. Tra le ipotesi discusse nei giorni scorsi sono comparsi interventi rivolti alle famiglie, ai lavoratori e alle partite Iva, ma sulle modalità definitive e soprattutto sulle coperture finanziarie non c’è ancora una misura conclusiva.
Da domani si dimezza lo sconto sul diesel
Intanto c’è una scadenza precisa. Da sabato 26 settembre il taglio sulle accise del gasolio passa da 12,2 a 6,1 centesimi al litro, Iva compresa, e resterà a questo livello fino al 5 ottobre.
La disciplina è contenuta nel decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162: l’accisa sul gasolio è stata fissata a 572,90 euro per mille litri fino al 25 settembre e salirà a 622,90 euro per mille litri dal 26 settembre al 5 ottobre. L’aliquota ordinaria è pari a 672,90 euro per mille litri.
In termini molto concreti, la riduzione dello sconto di 6,1 centesimi al litro significa che, a parità di condizioni e nell’ipotesi di un completo trasferimento sul prezzo alla pompa, un rifornimento da 50 litri può costare circa 3,05 euro in più rispetto a oggi.
Non si tratta però di un aumento automatico uguale per tutti i distributori: il prezzo finale dipende anche dalle quotazioni dei prodotti petroliferi, dalla componente industriale e dalle politiche commerciali delle singole stazioni.
Quanto costano benzina e diesel nel Lazio
Ed è proprio qui che la questione diventa particolarmente rilevante per gli automobilisti del Lazio.
Le rilevazioni aggiornate al 25 settembre indicano nel Lazio un prezzo medio di circa 2,135 euro al litro per la benzina self service e 2,311 euro al litro per il gasolio self service, sulla base dei dati comunicati dagli impianti al MIMIT.
A Roma la media si colloca intorno a 2,14 euro al litro per la benzina e 2,32 euro per il diesel.
Anche nella provincia di Latina i prezzi restano su livelli molto elevati: la rilevazione del 25 settembre indica una media regionale/provinciale di circa 2,143 euro al litro per la benzina e 2,322 euro per il diesel.
Per un automobilista laziale con un serbatoio da 50 litri, ai prezzi medi regionali attuali, il pieno costa quindi circa 106,75 euro per la benzina e 115,55 euro per il gasolio. Sono valori medi: tra un distributore e l’altro possono esserci differenze anche molto significative.
Il prezzo resta sopra i due euro al litro
Il quadro nazionale conferma la pressione sui prezzi. Secondo l’Osservatorio prezzi del MIMIT, venerdì 25 settembre la media self service sulla rete stradale è di 2,154 euro al litro per la benzina e 2,338 euro per il gasolio. In autostrada si sale rispettivamente a 2,247 e 2,421 euro al litro.
Il dato è particolarmente significativo per una regione come il Lazio, dove gli spostamenti quotidiani in automobile interessano un numero molto elevato di pendolari e lavoratori che si muovono tra Roma, l’area metropolitana e le province di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo.
Il gasolio, in particolare, pesa non soltanto sui bilanci familiari ma anche sui costi di trasporto delle merci. Ed è uno degli aspetti che il Governo sta cercando di affrontare anche attraverso il credito d’imposta destinato agli autotrasportatori, prorogato fino a ottobre con gli ultimi provvedimenti.
Governo al lavoro anche sulle raffinerie
Parallelamente alla discussione sulle accise, il Governo sta cercando di intervenire anche sul lato dell’offerta.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e Pichetto Fratin hanno convocato per 8 ottobre le società attive nella raffinazione e nella produzione di prodotti derivati. L’obiettivo dichiarato è valutare come le raffinerie italiane possano aumentare la produzione per attenuare gli effetti dello scenario internazionale sull’approvvigionamento energetico.
È il segnale di una strategia che prova ad andare oltre le sole misure fiscali emergenziali. Dopo mesi di interventi temporanei, infatti, il problema per il Governo è diventato anche quello di individuare una soluzione che abbia un costo sostenibile per i conti pubblici.
Per gli automobilisti del Lazio, però, la scadenza più immediata resta quella di sabato 26 settembre: lo sconto sul diesel si dimezza e il prezzo del pieno rischia di diventare ancora più pesante.
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