Il Partito Liberale Democratico (PLD) lancia l’allarme sulle condizioni del carcere “G. Pagliei” di Frosinone, indicando l’istituto come uno dei simboli delle criticità che affliggono il sistema penitenziario italiano e chiedendo interventi immediati sia sul piano organizzativo che su quello legislativo.
Secondo i dati ufficiali del Ministero della Giustizia aggiornati al 30 maggio 2026, la struttura presenta numeri che il partito definisce «allarmanti». A fronte di una capienza regolamentare di 521 posti, 15 risultano attualmente non disponibili, riducendo la disponibilità effettiva a 506 posti letto. I detenuti presenti sono invece 677, con un tasso reale di sovraffollamento che raggiunge il 133,8%.
A rendere ancora più complessa la situazione nel carcere di Frosinone è la carenza di personale della Polizia Penitenziaria. Secondo quanto riportato dal PLD sulla base dei dati forniti dalle organizzazioni sindacali di categoria, l’organico sarebbe inferiore del 27,1% rispetto alle necessità operative dell’istituto.
Per il Partito Liberale Democratico, il quadro attuale rappresenta una grave criticità sia per i detenuti sia per gli agenti impegnati quotidianamente nella gestione della struttura.
«Costringere gli operatori a turni massacranti e i detenuti a vivere in spazi sovraffollati è una sconfitta per lo Stato di Diritto», sottolinea il partito in una nota, evidenziando come in queste condizioni venga meno la funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione.
Secondo il PLD, infatti, il carcere di Frosinone, rischia di perdere il proprio ruolo di recupero e reinserimento sociale, trasformandosi esclusivamente in uno strumento di contenimento. Una visione che il partito contrappone a quella che definisce una concezione «populista» della giustizia penale, basata esclusivamente sulla detenzione.
Per i liberaldemocratici, la risposta al problema del sovraffollamento non può limitarsi alla costruzione di nuove strutture penitenziarie, ma deve passare attraverso un rafforzamento delle misure alternative alla detenzione per i reati minori.
Il PLD propone un intervento articolato su due livelli. Da una parte chiede azioni immediate per la Casa Circondariale di Frosinone, attraverso il rafforzamento dell’organico della Polizia Penitenziaria e il recupero dei posti letto attualmente inutilizzabili. Dall’altra invoca una più ampia riforma della giustizia che favorisca strumenti come l’affidamento in prova, la detenzione domiciliare e i lavori di pubblica utilità.
«Una giustizia moderna e liberale – sostiene il partito – non si misura dai metri quadrati delle celle, ma dalla capacità di reinserire gli individui nella società e ridurre concretamente il rischio di recidiva».
Il Partito Liberale Democratico conferma infine il proprio impegno sul tema, ribadendo la necessità di restituire alla pena una funzione autenticamente riabilitativa, considerata l’unica strada per garantire maggiore sicurezza ai cittadini e un sistema penitenziario più efficiente e rispettoso dei principi costituzionali.







