Si riaccende il fronte della contestazione sul caso Fassa Artena. I Comitati cittadini di Giulianello, Lariano, Colleferro e No Fassa Velletri hanno presentato una nuova istanza indirizzata alla Procura della Repubblica di Velletri chiedendo la rettifica del decreto di citazione diretta a giudizio relativo al procedimento n. 1081/26/21 e l’integrazione dei capi d’imputazione con ipotesi di disastro ambientale.
La richiesta è stata inviata anche alla Procura di Latina, alla Regione Lazio, ad Arpa Lazio, alla Città Metropolitana di Roma Capitale e ai Comuni interessati.
Al centro della contestazione vi sarebbe un presunto errore contenuto nel decreto di citazione a giudizio emesso nel marzo 2026 nei confronti del legale rappresentante della Fassa Srl, indagato per violazioni urbanistiche legate alla realizzazione dell’impianto nel Comune di Artena.
Secondo i Comitati, il decreto riporterebbe in modo non corretto il contenuto di un documento regionale del 3 ottobre 2024. Nel provvedimento giudiziario si farebbe riferimento a una presunta approvazione regionale della modifica progettuale proposta dalla società, mentre – sostengono i firmatari – l’atto della Regione Lazio sarebbe in realtà soltanto una comunicazione di avvio del procedimento istruttorio e non un’autorizzazione definitiva.
Da qui la richiesta di rettifica del decreto e di rivalutazione complessiva della vicenda sotto il profilo ambientale.
I Comitati sostengono infatti che l’esecuzione delle opere sarebbe avvenuta in assenza di titoli autorizzativi validi e senza il necessario parere paesaggistico, configurando non soltanto un abuso edilizio ma anche una possibile compromissione ambientale di vasta portata.
Nel documento inviato alla Procura si richiama il vincolo di uso civico presente nell’area interessata, oltre alla classificazione del territorio come “Paesaggio Agrario di Rilevante Valore” all’interno del Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR).
Secondo i firmatari, la portata delle opere avrebbe comportato una “alterazione irreversibile e grave dell’equilibrio ambientale” su un’area estesa tra Artena e Cisterna di Latina.
Per questo motivo i Comitati chiedono alla Procura di valutare l’integrazione delle contestazioni, ipotizzando i reati di inquinamento ambientale o disastro ambientale previsti dagli articoli 452-bis e 452-quater del Codice Penale.
La vicenda Fassa continua così a mantenere alta la tensione tra cittadini, istituzioni e società coinvolta, mentre resta aperto il confronto amministrativo e giudiziario sul futuro dell’impianto e sulla tutela del territorio interessato.
Resta solo un altro nodo da sciogliere: Il Comune ha emesso l’ordinanza di demolizione visto che i 45 giorni dall’atto di sospensione scadono proprio oggi?





