Si accende lo scontro politico ad Arce, dove il gruppo consiliare di minoranza “Liberamente per Arce” denuncia un presunto clima di pressione nei confronti della consigliera di opposizione Luana Sofia.
La vicenda, definita dal gruppo come il “Caso Luana Sofia Arce”, ruota attorno ai nuovi accertamenti relativi alla sua richiesta di residenza, nonostante — sostengono — la pratica fosse già chiusa secondo legge.
Nuovi controlli sulla residenza: “Una pratica già conclusa”
Secondo quanto riferito dalla minoranza, la consigliera Sofia avrebbe presentato la domanda di residenza a gennaio, senza ricevere alcuna comunicazione di rigetto o sospensione. Un dettaglio che, dal punto di vista amministrativo, renderebbe l’iter concluso.
La riapertura degli accertamenti viene quindi letta come un atto “non tecnico ma politico”.
La minoranza: “Non si colpisce la residenza, si colpisce la sua voce”
Il gruppo “Liberamente per Arce” sottolinea come la consigliera Sofia sia da anni tra i membri dell’opposizione più attivi e critici:
- presenta interrogazioni puntuali,
- chiede chiarimenti sugli atti amministrativi,
- denuncia irregolarità o criticità,
- non si allinea alla maggioranza.
“È più facile colpire chi parla che rispondere a ciò che dice”, affermano.
La consigliera Sofia: “Non mi farò intimidire”
La diretta interessata respinge ogni allusione ad irregolarità sulla propria posizione fiscale e patrimoniale, chiarendo:
“Ho una sola casa, la mia prima casa, e l’ho sempre dichiarata pagando tutto fino all’ultimo centesimo. Non mi farò intimidire. Se faccio domande scomode è perché qualcuno teme le risposte.”
Sofia ribadisce che i controlli a suo carico non cambieranno il suo atteggiamento “vigile e trasparente”.
Il gruppo di minoranza: “Clima politico inaccettabile”
Il Caso Luana Sofia Arce diventa, secondo la minoranza, il simbolo di un clima teso e preoccupante:
“Stiamo registrando controlli mirati, pressioni e atteggiamenti che sembrano avere il sapore di messaggi politici. Invece di garantire trasparenza, si tenta di intimidire chi la pretende.”
Il gruppo aggiunge che una cittadina che paga regolarmente le tasse “non può essere usata come strumento politico”.
“Arce ha bisogno di trasparenza, non di silenzi”
Il comunicato si chiude con un appello forte:
“Arce non ha bisogno di paura ma di verità. Non di fedeltà cieca, ma di opposizione viva.
Non di silenzi, ma di domande — soprattutto quelle scomode. Finché qualcuno proverà a spegnerle, noi le faremo ancora più forti.”



