Il Comitato per la Protezione dei Boschi dei Colli Albani ha organizzato un’assemblea ai Campi d’Annibale, riunendo decine di cittadini per fare il punto sulla situazione delle aree boschive gestite dall’Ente Parco dei Castelli Romani e dai rispettivi Comuni per chiedere più controlli e una moratoria sui tagli boschivi.

Durante l’incontro, i partecipanti hanno percorso Prato Fabio e la Via Sacra, dove hanno constatato di persona gli effetti pesanti delle recenti “manutenzioni” forestali. In questi luoghi, secondo il Comitato, si riscontra una devastazione ambientale ben visibile anche da lontano. Alla manifestazione è stata nuovamente allestita una mostra fotografica che documenta i gravi danni provocati dai tagli, con mezzi pesanti come cingolati e TIR che operano regolarmente, apparentemente senza adeguati controlli da parte delle autorità.

Il Comitato riferisce di aver presentato un recente esposto ai Carabinieri Forestali di Velletri, contestando l’intervento di una ditta forestale su un terreno vicino al sentiero N.512 “Le Piagge”. Si attendono riscontri ufficiali sulle presunte irregolarità emerse.
Secondo le dichiarazioni emerse, il taglio ceduo nei boschi ha principalmente scopi economici e non risponde agli obiettivi di tutela previsti dallo statuto del Parco. I guadagni per i Comuni sarebbero contenuti, quantificati dal Comitato in circa 8-10 euro lordi per ogni albero abbattuto, secondo i dati delle aste e dei Piani di Gestione Forestale.

Gli 8.000 ettari di boschi sotto la giurisdizione del Parco risultano al 95% classificati come cedui, dunque idonei al taglio, ma questa situazione, secondo i promotori della protesta, sta provocando un disastro ambientale e microclimatico e un danno alla fauna. Per questo secondo il Comitato Protezione boschi dei Colli Albani è necessaria una moratoria sui tagli boschivi.
Vengono segnalati anche numerosi problemi causati dalle ditte forestali: uso di ruspe, abbandono di rifiuti e taniche di carburante, e sentieri resi inaccessibili — inclusa la storica via Francigena — a causa dei cantieri.

Il Comitato richiede all’Ente Parco e ai Comuni provvedimenti urgenti: una moratoria sui nuovi permessi per il taglio boschivo, controlli capillari su tutti i cantieri forestali con trasparenza sui risultati, verifiche con droni e sistemi satellitari sui danni ambientali già in atto, blocco dei tagli per i prossimi decenni e valutazione di una trasformazione del Parco in ente nazionale.
Il Comitato annuncia l’organizzazione di incontri settimanali e azioni di monitoraggio, invitando la cittadinanza a partecipare. Rinnova anche l’invito al direttore dell’Ente Parco per un confronto, appuntamento più volte rinviato negli ultimi mesi.


