Grande partecipazione all’incontro pubblico organizzato dalla Pro Loco di Marino che ha visto protagonista il geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi, da anni impegnato nella sensibilizzazione sui temi ambientali e della tutela delle risorse idriche.
Primo ricercatore del CNR e volto noto della divulgazione scientifica italiana, Tozzi ha affrontato diversi temi, dall’antropocentrismo alla sostenibilità, concentrandosi in particolare sulla drammatica situazione dei laghi dei Castelli Romani.

“La causa è il consumo idrico locale”
Nel corso dell’incontro, il ricercatore ha espresso una posizione netta sull’abbassamento del livello dei laghi Albano e di Nemi:
“Vorrei dire anche che è colpa mia, ma io abito a Roma e i consumi sono dovuti ai pozzi che avete ai Castelli Romani, ditelo ai vostri amministratori”.
Secondo Tozzi, la causa è “esclusivamente dovuta al consumo idrico dei paesi dei Castelli Romani”, escludendo quindi responsabilità dirette dei cambiamenti climatici.
Una tesi condivisa dal Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani, che da anni denuncia il problema.
Dati allarmanti: oltre 7,5 metri di abbassamento
La collaborazione tra Tozzi e il Coordinamento è iniziata nel 2024, con l’obiettivo di contrastare le informazioni fuorvianti sulle cause del fenomeno.
Già nell’agosto 2024, il ricercatore aveva segnalato una perdita di circa sei metri del livello dei laghi, pari a 50 milioni di metri cubi d’acqua. Oggi la situazione è ulteriormente peggiorata.
A confermarlo è Roberto Salustri, portavoce del Coordinamento:
“Abbiamo superato i 7,5 metri di abbassamento per entrambi i laghi. Siamo vicini al collasso ecologico. Tra pochi anni potrebbero non essere più balneabili”.
Le soluzioni: meno consumi e stop al consumo di suolo
Secondo gli ambientalisti, servono interventi immediati e concreti:
- riduzione di almeno il 30% dei consumi idrici
- consumo di suolo zero
Due azioni ritenute fondamentali per evitare conseguenze irreversibili sull’ecosistema.
Allarme anche sul consumo di suolo
All’incontro ha partecipato anche Legambiente Appia Sud – Il Riccio APS. Il presidente Mirko Laurenti ha evidenziato dati preoccupanti:
“Ciampino ha già cementificato il 42% del territorio, mentre altri comuni superano il 25%. L’intera area è sotto pressione da decenni”.
Laurenti ha inoltre puntato il dito contro il progetto dell’inceneritore di Roma, ritenuto un ulteriore fattore di rischio per l’equilibrio ambientale e le falde idriche dei Castelli Romani.
Un ecosistema a rischio
L’area dei Castelli Romani, caratterizzata da boschi, zone umide e laghi vulcanici, rappresenta un patrimonio naturalistico di grande valore, oggi sempre più compromesso da urbanizzazione e sfruttamento eccessivo delle risorse.
L’incontro si è concluso con un appello alle istituzioni locali affinché si adottino misure urgenti per la salvaguardia dei laghi Albano e di Nemi, prima che la situazione diventi irreversibile.






