Nel cuore dei Castelli Romani c’è un piccolo lago vulcanico che da secoli alimenta miti e leggende e racconti popolari: è il lago di Nemi, un luogo che unisce natura, memoria e suggestioni storiche in un equilibrio unico. A questo scenario affascinante Maurizio Bocci dedica il suo nuovo libro Lo Specchio della Dea, un volume che raccoglie storie, testimonianze e curiosità legate a uno dei paesaggi più iconici del territorio.
L’ultima fatica di Maurizio Bocci è stata presentata presso il palazzo comunale di Nemi, alla presenza del Sindaco Alberto Bertucci.

Il titolo richiama la dimensione sacra del luogo, un tempo sede del culto di Diana Nemorense, divinità venerata all’interno del Bosco Sacro. Il libro ripercorre le origini di questo santuario, la figura del Rex Nemorensis e le tradizioni connesse a una delle più antiche aree di culto del mondo latino, restituendo un quadro chiaro e accessibile anche ai lettori non specialisti.
Uno dei capitoli più interessanti del volume è dedicato alle navi di Caligola, recuperate nel 1928, grazie a un’imponente operazione di prosciugamento delle acque. Bocci ripercorre le tappe di questa straordinaria impresa ingegneristica, descrivendo le imbarcazioni come veri e propri edifici galleggianti dotati di pavimenti in marmo, apparati termali e sistemi idraulici impensabili per l’epoca.
L’autore affronta anche il tema dell’incendio del 1944 che distrusse le navi conservate nel Museo delle Navi di Nemi, ricostruendo testimonianze, indagini e ipotesi storiografiche che ancora oggi suscitano dibattito.
Accanto ai grandi eventi storici, il libro offre una ricca panoramica della vita quotidiana attorno al lago. Emergono le storie dei pescatori, dei contadini, dei fragolai e dei lagaroli che per generazioni hanno popolato e modellato questo territorio.

Attraverso i loro ricordi, Bocci ricostruisce un microcosmo fatto di lavoro, tradizioni e conoscenze antiche, prezioso per comprendere il rapporto profondo tra il lago e la sua gente. A questo si affiancano sezioni dedicate alla pesca, alla coltivazione, alle feste popolari e ai personaggi che hanno lasciato un segno nella memoria collettiva, contribuendo a delineare un quadro sociale vivace e autentico.
Una parte del libro invita il lettore a scoprire il lago a piedi, attraverso la rete di sentieri che ne circondano le sponde. Dal sentiero di Diana a quello del romitorio, fino ai percorsi che costeggiano lo specchio d’acqua o conducono a Fontan Tempesta, Lo Specchio della Dea offre una guida ideale per chi vuole conoscere il territorio attraverso l’esperienza diretta del cammino.
Pur non trascurando gli aspetti ambientali, il libro punta soprattutto sulla valorizzazione culturale e paesaggistica di Nemi. Bocci propone una lettura documentata ma sempre accessibile, capace di coniugare ricerca storica, divulgazione e narrazione.
Ne emerge un’opera che permette di avvicinarsi a un luogo simbolico dei Castelli Romani con curiosità, consapevolezza e rispetto. Lo Specchio della Dea è, in definitiva, un invito a conoscere più da vicino un territorio straordinario, ricco di storia e di storie, e a guardare il lago di Nemi non soltanto come un paesaggio suggestivo, ma come un patrimonio culturale da scoprire, comprendere e tramandare.
Ed è proprio questo l’obiettivo che si propone il bel libro di Bocci. Il lago di Nemi ha bisogno di essere raccontato perché nessuno difende ciò che non conosce e questo libro può far crescere la consapevolezza sul dramma che sarebbe perdere questo luogo dell’anima e può accendere quella scintilla che fa dire: “questo lago è parte della mia storia, non posso lasciarlo andare”.

Nel corso della presentazione del libro, il sindaco dalla città nemorense ha sottolineato l’importanza del volume come strumento di promozione di questo territorio che ha nel lago di Nemi il suo cuore pulsante.
Lo storico Speculum Dianae dei Latini, luogo sacro dedicato a Diana Nemorense, immerso in un paesaggio incantato e ricco di miti, leggende e memorie archeologiche. Un contesto unico, che nel corso dei secoli ha affascinato studiosi, viaggiatori, pittori e poeti, e che ancora oggi racconta vicende straordinarie, come quelle delle celebri navi cerimoniali di Caligola, recuperate dopo duemila anni in una delle imprese più imponenti dell’archeologia moderna.
A questo patrimonio ambientale, paesaggistico e culturale si intreccia la bellezza della conca del lago, un vero mosaico naturale formato dai colori dei fiori coltivati sui terreni circostanti. Un paesaggio che rimanda a tradizioni contadine secolari e ai miti del Rex Nemorensis, resi celebri anche dagli studi dell’antropologo James George Frazer.
Lo Specchio della Dea offre così al lettore una visione ampia e profonda dell’anima del territorio: un mosaico di valori, saperi e paesaggi che da secoli definiscono la comunità di Nemi e la sua capacità di coniugare cultura, turismo e benessere sociale.


