Scoppia il caso politico sull’acquisto dell’immobile di via Rossini, destinato a diventare la nuova sede del Centro per l’Impiego di Frosinone. A lanciare l’allarme sono i consiglieri comunali dei gruppi FutuRa e Forza Italia, che parlano apertamente di una vicenda “di gravità amministrativa e politica” ben più ampia rispetto al semplice atto di compravendita.
L’operazione è stata formalizzata con la delibera di Giunta Comunale n. 398 del 2 dicembre 2025, ma secondo l’opposizione emergerebbero criticità profonde sul piano della legittimità e dell’opportunità dell’acquisto.


“Verifiche fatte dopo? È inaccettabile”
I consiglieri sottolineano come il Sindaco, rispondendo alle eccezioni sollevate dal consigliere Marzi, si sia limitato ad annunciare l’intenzione di avviare verifiche successive sulla legittimità e sull’opportunità dell’operazione.
Un passaggio che, secondo FutuRa e Forza Italia, rappresenta un corto circuito amministrativo: “Ma tali verifiche non avrebbero dovuto costituire la premessa della delibera di Giunta?”
Da qui l’aut-aut politico: o l’amministrazione ha agito con superficialità, senza effettuare controlli preventivi indispensabili, oppure – ipotesi ancora più inquietante – si sarebbe messo in scena un vero e proprio “teatrino politico”.
L’accusa: “Un copione già scritto”
Secondo i consiglieri, la sequenza degli eventi non sarebbe casuale. L’interpellanza di Marzi viene descritta come una sorta di “spada di Damocle” calata sul Sindaco Mastrangeli, non per difendere realmente l’interesse pubblico, ma per aprire una trattativa politica sotterranea.
“È più grave l’acquisto scellerato o l’uso strumentale di averlo denunciato per arrivare alla negoziazione politica?” Una domanda che apre scenari pesanti: l’atto amministrativo diventerebbe così una sorta di moneta di scambio, non strumento di governo.


“Patteggiamento politico sulle spalle della città”
L’affondo è durissimo: l’opposizione parla di una trattativa irrituale tra maggioranza e opposizione, dove l’oggetto dell’interpellanza – un atto che dovrebbe essere di controllo e tutela della città – si trasforma in argomento di patteggiamento. “Non certo un atto di responsabilità verso la città”, scrivono i consiglieri.
La stoccata finale
Il comunicato si chiude con una domanda che suona come una sentenza politica: “Marzi salvatore della città o più verosimilmente Marzi salvatore delle poltrone sua e di Mastrangeli?”
Una frase che riassume il senso dell’attacco: non solo una critica amministrativa, ma un’accusa di utilizzo strumentale delle istituzioni per equilibri di potere.



