La Spunta in vista delle elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026, ha incontrato Carlotta Giuliani: 18 anni, presidente dei Giovani Democratici cittadini e candidata al Consiglio Comunale nella lista a sostegno di Giorgia La Leggia. In un’epoca in cui si parla spesso di disaffezione giovanile verso la politica, Carlotta dimostra che i ragazzi non hanno smesso di crederci. Anzi, vogliono esserci. Questa sera, sabato 16 maggio, sarà tra i protagonisti di un aperitivo politico in Via Indipendenza 23 alle ore 18:30, un momento di dialogo aperto con i cittadini, le associazioni e soprattutto con i giovani di Ariccia, per condividere idee e progetti sul futuro della città.
“Dopo la manifestazione è successo qualcosa in me”
Carlotta, molti ragazzi faticano a capire cosa vogliono fare da grandi. Tu, a 18 anni, hai già scelto la politica. Come ci sei arrivata?
Onestamente, non sono cresciuta in un contesto politicamente stimolante, e questo per molto tempo mi ha tenuta lontana da questo mondo. Al liceo ho iniziato a frequentare persone più grandi, a studiare diritto, e qualcosa ha cominciato a muoversi dentro di me. Mi sono sempre informata, mi sono sempre interessata, ma mancava quella scintilla. È arrivata il 22 settembre scorso, durante una manifestazione nazionale per la Palestina: ho preso coraggio, ho fatto un discorso esponendomi pubblicamente, e la risposta che ho ricevuto mi ha fatto capire che forse questo è davvero il mio posto.
Dopo il liceo, qual è il tuo progetto?
Voglio studiare giurisprudenza. Ho frequentato uno scientifico con indirizzo scienze umane, quindi ho avuto modo di approfondire psicologia e pedagogia — materie che mi hanno formata moltissimo, perché mi hanno fatto capire quanto conti il rapporto tra le persone, la socializzazione. Ed è esattamente questo che mi ha spinta verso la politica.
Superficiali? No, solo incompresi
C’è chi critica la politica senza mai parteciparvi. Cosa ne pensi?
In parte lo capisco, perché anch’io sono stata così. È facile puntare il dito stando fuori, senza rendersi conto di quanto sia difficile entrarci davvero — anche solo per la paura di essere giudicati. Ma quello che vorrei trasmettere ai ragazzi della mia età è che partecipare vale la pena, anche solo andando a votare, anche solo tenendosi informati. La politica non è qualcosa di lontano: è tutto ciò che ci circonda.
Come si avvicinano i giovani alla politica?
Facendo capire loro che quello che accade nel mondo oggi, anche se sembra distante, un domani potrebbe riguardarci direttamente. E a quel punto non vorremmo pentirti di non aver fatto niente prima.
Spesso gli adulti guardano con scetticismo i giovani che si impegnano. Ti è capitato?
Sì, mi sono sentita dire che siamo superficiali. Ma è un pregiudizio che mi fa arrabbiare, perché vedo nei miei coetanei una sensibilità autentica, una capacità di sentire il dolore del mondo in modo profondo. Certo, ci informiamo anche attraverso i social — e per questo veniamo giudicati. Ma la forma non cambia la sostanza: i giovani hanno spesso a cuore certi temi molto più di quanto non lo abbiano molti adulti.
Sentire il mondo sulla propria pelle
Qual è il tuo obiettivo, a livello locale e non solo?
Voglio portare un cambiamento reale: che si possa parlare finalmente di temi scomodi, spesso trattati come tabù. Transfeminismo, abilismo, identità di genere — argomenti che raramente entrano nel dibattito pubblico, o quando lo fanno vengono sfiorati appena. Tra i giovani invece c’è apertura, c’è voglia di confrontarsi. Serve solo il coraggio di portare queste conversazioni nelle sedi in cui contano.
E chi è Carlotta Giuliani, al di là della politica?
Una ragazza che per molto tempo si è sentita fuori posto. Ho avuto una vita complicata, e quando sento parlare di povertà o di difficoltà familiari da persone che non le hanno mai vissute davvero, mi fa male. Io so cosa significano quelle parole. Ed è anche per questo che voglio stare in politica: per portarci dentro un’esperienza vera, non solo un’idea.





