I Socialisti Pigliesi scendono in campo contro la decisione di Poste Italiane di chiudere l’ufficio postale di Piglio per un periodo di oltre un mese e mezzo, dal 28 novembre 2025 al 17 gennaio 2026. Una scelta definita “inaccettabile” dal PSI locale, che sottolinea come l’interruzione improvvisa del servizio abbia provocato gravi disagi alla popolazione, soprattutto anziana.
A denunciarlo è Mario Tufi, segretario del PSI di Piglio, che punta il dito sia contro Poste Italiane — colpevole, secondo il partito, di non aver avvisato per tempo la cittadinanza — sia contro l’amministrazione comunale, accusata di inerzia e scarsa attenzione verso un servizio essenziale.
PSI: “Disagi enormi per una popolazione anziana”
«Poste Italiane non si è nemmeno preoccupata di informare con anticipo i cittadini» afferma Tufi.
Il PSI evidenzia come a Piglio viva una quota significativa di popolazione anziana, per la quale l’ufficio postale rappresenta un presidio fondamentale per operazioni quotidiane come il pagamento di bollettini, pensioni, spedizioni e servizi bancari di base.
La chiusura improvvisa ha obbligato molti residenti a recarsi negli uffici dei Comuni vicini, con difficoltà logistiche e trasporti non sempre agevoli. Un disagio che, secondo i socialisti, poteva essere evitato.
“Perché non attivare un presidio mobile?”
Il PSI contesta sia il metodo sia la gestione del servizio durante il periodo di chiusura.
Secondo Tufi, infatti, sarebbe stato possibile garantire almeno un servizio temporaneo:
«Era davvero impossibile attivare un presidio mobile presso il Comune? Il problema non è la difficoltà, ma la mancanza di buona volontà, sia da parte di Poste Italiane sia dell’amministrazione comunale».
Critiche al Comune: “Sordo e inerte di fronte a un’esigenza primaria”
Il segretario socialista non risparmia critiche al Comune di Piglio, accusato di non aver tutelato i cittadini:
«L’amministrazione si è dimostrata ancora una volta sorda ed inerte di fronte a un’esigenza primaria della popolazione».
Secondo il PSI, il Comune avrebbe dovuto intervenire subito chiedendo chiarimenti a Poste Italiane e cercando soluzioni alternative per evitare mesi di disservizi.
L’appello: “Il Comune intervenga subito”
Il PSI chiede un cambio di passo immediato:
«L’amministrazione si svegli dal letargo e avvii una seria interlocuzione con Poste Italiane. Bisogna evitare che i cittadini, soprattutto gli anziani, siano costretti a spostarsi in altri Comuni per semplici operazioni di sportello».
Tufi conclude auspicando che almeno adesso, “anche se in ritardo”, si possa limitare il più possibile il danno già causato.



