La Corte d’Assise d’Appello di Roma conferma l’ergastolo per Christian Sodano. Nelle motivazioni la ricostruzione di un delitto compiuto con lucidità e con la volontà di infliggere alla ex fidanzata una sofferenza duratura.
È stato un comportamento lucido, consapevole e segnato da una forte volontà di controllo quello di Christian Sodano, l’ex finanziere condannato all’ergastolo per il duplice omicidio di Nicoletta Zomparelli e della figlia Renée Amato, uccise il 13 febbraio 2024 nella loro abitazione di Cisterna di Latina.
A mettere nero su bianco gli elementi alla base della decisione sono le motivazioni della sentenza con cui la Corte d’Assise d’Appello di Roma ha confermato lo scorso 19 giugno la condanna al carcere a vita inflitta in primo grado dalla Corte d’Assise di Latina.
I giudici di secondo grado hanno confermato anche il riconoscimento dell’aggravante dei motivi abietti e futili, mentre già in primo grado era stata esclusa l’aggravante della premeditazione.
Il duplice omicidio di Cisterna
La tragedia si consumò il 13 febbraio 2024 nella villetta della famiglia Amato, nel quartiere San Valentino di Cisterna.
Sodano, allora appartenente alla Guardia di Finanza, arrivò nell’abitazione armato della pistola d’ordinanza. La situazione degenerò rapidamente durante il confronto con la sua ex fidanzata Desirée Amato, che riuscì a mettersi in salvo fuggendo.
L’uomo rivolse invece l’arma contro la madre e la sorella della giovane, Nicoletta Zomparelli e Renée Amato, uccidendole a colpi di pistola. Renée, secondo quanto ricostruito nel processo, non morì immediatamente e Sodano tornò sui suoi passi esplodendo un ulteriore colpo.
«Vendetta trasversale» e volontà di punire la ex
Uno degli aspetti centrali delle motivazioni riguarda il movente.
I giudici hanno individuato nel duplice omicidio una «vendetta trasversale», ritenendo che Sodano abbia scelto di colpire le persone più care a Desirée con l’obiettivo di provocarle una sofferenza profonda e duratura.
Non sarebbe dunque stato un gesto riconducibile a un improvviso blackout mentale, come sostenuto dalla difesa, ma l’esito di una condotta nella quale emergevano controllo, gelosia e possessività.
La Corte ha inoltre valorizzato gli elementi emersi nel corso del processo sul rapporto tra Sodano e Desirée, caratterizzato secondo la ricostruzione giudiziaria da comportamenti di controllo e limitazioni della libertà della giovane.
La condotta dopo gli spari
Per i giudici, anche ciò che accadde immediatamente dopo il duplice omicidio costituisce un elemento significativo per valutare lo stato mentale dell’imputato.
Sodano avrebbe agito mantenendo una condotta ritenuta lucida e organizzata, arrivando a contattare lo zio per comunicargli quanto accaduto e per predisporre il proprio arresto.
Un comportamento che, secondo la Corte, non sarebbe compatibile con l’ipotesi di una totale perdita di controllo.
Le motivazioni sottolineano quindi la capacità dell’uomo di comprendere ciò che aveva fatto e di muoversi successivamente in maniera consapevole.
La minaccia della «strage»
Nel processo aveva assunto un peso significativo anche un messaggio inviato da Sodano a Desirée nel novembre 2023, nel quale avrebbe minacciato di compiere una strage nel caso in cui la relazione fosse terminata.
Nonostante questo elemento, la Corte d’Assise di Latina aveva escluso la premeditazione, ritenendo invece configurabili i motivi abietti e futili. La stessa impostazione è stata confermata in Appello.
Ergastolo confermato in Appello
Il 19 giugno 2026 la Corte d’Assise d’Appello di Roma ha quindi respinto il ricorso della difesa e confermato la condanna all’ergastolo pronunciata in primo grado.
La sentenza riguarda il duplice omicidio di Nicoletta Zomparelli e Renée Amato, una vicenda che ha profondamente segnato la comunità di Cisterna di Latina e l’intero territorio pontino.
Con il deposito delle motivazioni, la Corte ha ora reso pubblici gli elementi attraverso i quali ha ritenuto confermata la responsabilità di Sodano e la gravità della condotta, escludendo che il duplice delitto possa essere ricondotto a un’improvvisa e incontrollabile perdita di lucidità.





