Il cimitero cittadino al centro delle polemiche per le condizioni di degrado e abbandono. A denunciare la situazione è Serena Rea, presidente del comitato civico “Missione Trasparenza”, che parla di uno scenario “al limite della dignità”.
“Il cimitero non è solo un luogo pubblico, è il custode della memoria collettiva e degli affetti più cari – afferma – e trovarlo in condizioni di degrado primordiale è un colpo durissimo per ogni cittadino sorano”.

Le criticità segnalate sono numerose e riguardano sicurezza, accessibilità e igiene. Secondo quanto riportato, anziani e persone con disabilità sarebbero costretti a muoversi in condizioni precarie, affrontando scalinate senza rampe adeguate e utilizzando lastre di cemento instabili come passaggi di fortuna.

Particolarmente grave la situazione degli ascensori, da tempo fuori servizio, che rendono di fatto inaccessibili i loculi ai piani superiori. “Una violazione del diritto di visita e uno schiaffo alla dignità umana”, sottolinea Rea.
Il quadro si aggrava sul fronte strutturale. Nella parte più recente del cimitero, lato Cocorbito, si registrano infiltrazioni d’acqua tali da aver formato stalattiti calcaree, segno evidente – secondo il comitato – di una manutenzione assente da anni.

Non meno preoccupanti i rischi per la sicurezza: quadri elettrici con serrature rotte e accessibili, cavi scoperti ed esposti alle intemperie rappresenterebbero un pericolo concreto per i visitatori.
A completare il quadro, le condizioni dei servizi igienici, descritti come fatiscenti, spesso chiusi o inutilizzabili, con segnalazioni anche di presenza di escrementi di roditori.

“È inaccettabile – prosegue Rea – che mentre si investe nel decoro del centro urbano, il luogo destinato al riposo dei nostri cari venga lasciato nell’abbandono”. Da qui la richiesta di interventi immediati e concreti, a partire dalla manutenzione ordinaria e dalla riattivazione degli ascensori per abbattere le barriere architettoniche.
Il comitato punta infine il dito contro il “silenzio assordante” delle istituzioni. “Sora non chiede miracoli – conclude – ma rispetto e umanità per chi non c’è più e per chi continua a frequentare quel luogo in cerca di conforto”.







